«Vi spiego perché a Reggio sto bene»
Volley A2. Soraia, brasiliana della Crovegli: «Un’accoglienza meravigliosa»
REGGIO. Un ciclone. Di spontaneità, simpatia e forza. Questa è Soraia Neudil Dos Santos, la giocatrice che ha cambiato volto e passo alla Crovegli conducerndola sino alla salvezza anticipata.
Soraia, finalmente è fatta...
«Sì, è una liberazione e una grande soddisfazione per tutti, considerando le sofferenze di questa stagione. Per la società e per la squadra dopo la scomparsa del presidente, per me dopo aver ricominciato da qui in seguito allo stop forzato vista la mancata partecipazione di Torino all'A1. Spero che tutto questo dia un'ulteriore spinta per andare avanti con un bel progetto, sarebbe davvero molto bello».
La Crovegli e Reggio Emilia che cosa hanno significato per lei?
«Un'esperienza super positiva, a partire dall'ambiente e dal gruppo. Sono stata considerata e trattata come meglio non potevo chiedere, le ragazze hanno subito capito quel che potevo dare in termini d'esperienza e questo è un riconoscimento molto bello. Significa che in tutti questi anni ho costruito qualcosa di buono anche dal punto di vista umano».
Chi è Soraia?
«Una persona che pensa come lavoro ed impegno quotidiano paghino sempre. Quando ti trovi in ambienti positivi, riesci a far vedere tutto questo, ma se riesco a trasmettere queste sensazioni è grazie ai miei genitori. Sono loro che mi hanno insegnato ad avere questa filosofia, a conquistarsi i propri spazi e la propria indipendenza con umiltà e voglia d'imparare».
La sua infanzia?
«A scuola ero una secchiona, anche se mi piaceva divertirmi. Ho iniziato con la pallavolo un po’ tardi, a 14 anni ed è successo per caso. Dovevo fare un provino per giocare a pallamano nel Corinthians Paulista, mi sono trovata di fronte l'allenatore di pallavolo ed è cominciato tutto così. Vedevo già le mie tre sorelle più grandi e indipendenti di me, e grazie alla filosofia dei miei genitori sono stata educata a pensare di costruirmi opportunità lavorative da sola. Quando sono arrivata alla Nazionale brasiliana juniores, ho capito che potevo avere un buon talento e quindi compiere il mio percorso da giocatrice vera».
