«Grissin Bon cresciuta più del suo palasport»
Crovetti: «Io vedo Reggio Emilia in Eurolega ma dove la giocherebbe?»
REGGIO. Dalla corsa play off, alle finali di coppa; dal futuro del basket reggiano ed italiano all'annosa questione del palasport: è un fiume in piena Sandro Crovetti, lo storico e reggianissimo dirigente che, nonostante gli anni trascorsi a portare la sua grande competenza al servizio di vari club, resta sempre un cuore biancorosso.
Come vede questo incandescente finale di stagione?
«Penso che per la Grissin Bon la vittoria decisiva sia stata quella di Bologna, a cui ho assistito. Per come è arrivata, per come Reggio ha saputo conquistarsi i due punti nonostante le difficoltà lontano da casa, credo possa essere stata la gara della svolta. Visto che a Reggio si gioca in un fortino, penso che il settimo posto sia ormai blindato».
E la lotta per l'ottavo?
«E’ tutto aperto. Vista anche la situazione di Siena, a cui bisogna comunque fare i complimenti per il campionato che ha giocato, ci sarà da ridere per vedere chi arriverà nono».
Milano ha già vinto o ci potranno essere delle sorprese?
«Era la grande favorita anche alle Final Eight di Coppa Italia e abbiamo visto com'è andata a finire. Bisogna dire che in quel caso era una gara secca, mentre in una serie è molto più difficile battere l'EA7. Quando si è giocata la Coppa Italia inoltre Hackett era appena arrivato e il gruppo non era ancora così rodato. Le gare vanno sempre giocate, anche se Milano parte favorita».
EA7 e la Grissin Bon sono le uniche due squadre ancora in lotta per un trofeo in Europa.
«In questo momento le due proprietà più importanti e solide della serie A sono il gruppo Armani e il gruppo Landi Renzo: bisogna che tutti si rendano conto della fortuna che ha la Pallacanestro Reggiana. Non è un caso che Reggio abbia giocato le Final Four di Coppa Italia, sia vicina ai play off per il secondo anno di fila e abbia raggiunto le Final Four della terza coppa europea; con speranze di vincerla. È davvero un peccato che non possa giocarla nel suo palasport».
Questa situazione quanto può limitare la crescita della società biancorossa?
«Già ai miei tempi _ e sto parlando della fine degli anni '80 _ si parlava del nuovo palasport: ricordo anche un bellissimo plastico presentato nel 1991…ma siamo ancora alle tribunette che ho fatto montare io ai tempi di Bob Morse. È un vero peccato, anche perché se per caso la Grissin Bon raggiungesse la finale dei play off cosa succederebbe?».
Lei ci crede?
«Visto il grande equilibrio che c'è dietro Milano e la qualità del roster biancorosso, non è assolutamente impossibile pensare che, nel caso non dovesse incontrare Milano, Reggio possa andare in finale. Non vedo un Datome in grado di cambiare le sorti di una serie da nessuna parte. In quel caso, con il diritto di partecipare all'Eurolega, il problema del palazzetto si ripresenterebbe».
Tornare a Bologna? Amdare a Modena?
«Modena ha le sue squadre impegnate con la pallavolo durante la settimana, non sarebbe semplice. Tornare al Pala Dozza, oltre alle difficoltà ed al costo, richiederebbe comunque una deroga (serve un impianto da 10mila posti per l'Eurolega, ndc). Resta l'Unipol Arena, che anche la Virtus sta pensando di lasciare per tornare al PalaDozza. La verità è che la Pallacanestro Reggiana è ormai "più grande" del suo impianto. Non giocare le Final Four in casa è una grossa perdita: dagli hotel ai ristoranti, tante risorse si sarebbero riversate sulla città».
Varie società hanno problemi a chiudere il bilancio. L'idea di bloccare le retrocessioni può essere utile?
«Non credo che la mentalità italiana possa accettare questa soluzione, che penso sbagliata. Al posto dei preventivi, che anche quest'anno hanno dimostrato di non servire granché, bisognerebbe portare un documento in una data precisa, diciamo il 31 maggio, in cui allenatori e giocatori confermano di essere stati pagati e di rinunciare a futuri arbitrati. In questo modo si potrebbe garantire un campionato di aerie A con 16 squadre di livello».
L'arrivo di Della Valle?
«Da anni qui investe molto nel settore giovanile: oltre ai vari Melli, Gigli e Cervi, la stagione di Silins dimostra che ormai Reggio è un punto di riferimento. Andrea Menozzi, responsabile del vivaio è un super. Della Valle è già un professionista, ma sa che Reggio è il posto giusto per giocare, crescere e migliorare».
L'All Star Game giocato a poche settimane dai playoff?
«Ne ho organizzati tanti, compreso uno con 15mila spettatori a Roma. Non ci sono più stelle come Oscar, Wilkins e Rivers, giocarlo a questo punto della stagione non è il massimo, credo sia il caso di ripensare lasua formula».
Daniele Valisena
