«Vogliamo vivere un’emozione unica»

di Linda Pigozzi
«Vogliamo vivere un’emozione unica»

Il coach biancorosso Menetti: «Il gruppo farà la differenza»

25 aprile 2014
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REGGIO. «L’emozione di vivere un grande evento da protagonisti è grandissima. Un’emozione unica perché mai vissuta prima d’ora qui in città».

L’aria frizzante dell’evento è nell’aria nella vigilia della semifinale d’Eurochallenge. Una vigilia che il tecnico della Grissin Bon Max Menetti vive con lo spirito di chi s’appresta ad assaporare un sogno.

«Dopo l’uscita dall’Euroleague dell’EA7 Milano - spiega - siamo rimasti gli unici italiani in Europa. La piccola Reggio baluardo del basket italiano in Europa».

Una bella responsabilità, non crede?

«Il percorso fatto sin qui ci toglie l’ansia. Durante la stagione abbiamo acquisito consapevolezza delle nostre potenzialità. La nostra grande forza è il collettivo e, nel momento in cui siamo riusciti a giocare d’insieme, abbiamo voltato la stagione. Il nostro percorso di unione è stato più lento rispetto all’anno scorso, ma oggi posso dire di essere molto contento di quello che è stato fatto».

Quale potrà essere la chiave del match con il Royal Hali Gaziantep?

«Ho una visione chiara di questa partita. Se tutti i miei ragazzi faranno una gara dentro la sufficienza, poteremo a casa la partita. Se, per fare un esempio, in due faranno una prestazione da 8 in pagella e tutti gli altri da 5 non ce la potremo fare. E’ solo il gruppo che può vincere contro una formazione forte come quella turca. Dovremo dimenticare l’emotività e buttar dentro tutta la nostra energia».

Ci si aspetta tanto da Kaukenas e White, i due più esperti e tecnicamente più forti, quelli che potrebbero decidere una gara...

«Rimas Kaukenas è quello che ha vissuto più gare di alto livello in Europa di tutti, ma se qualcuno pensa che scenderà in campo con lo spirito di uno che deve passare una giornata in ufficio, sbaglia completamente, visto che sta vivendo questa gara con lo spirito giusto, quello che ti porta a dare tutto in campo per vincere. White non ha mai vissuto gare a questo livello in Europa ma sta giocando con grande consapevolezza. Spesso poi le grandi partite le abbiamo vinte con i giovani o grazie a Cinciarini. E, più in generale, è capitato che sfide tanto importanti a livello internazionale fossero decise dagli outsider. Come ho detto, la differenza potrà farla soltanto il gruppo».

Teme che i giovani possano tradire l’emozione?

«Li ho visti tutti sereni, nonostante la consapevolezza di giocare un evento simile».

Come vede il team turco?

«E’ una buona squadra e l’ha dimostrato anche nel percorso in Eurochallenge. La lega turca è di un livello paragonabile al nostro e, come noi, il Royal Hali sta giocandosi l’accesso ai play off. Hanno esterni forti e una batteria di lunghi che sanno essere molto efficaci».

Il pala Dozza parlerà Reggiano. Sarà come giocare in casa?

«La nostra squadra ha creato un legame empatico con i suoi tifosi. E sono felicissimo che Reggio stia vivendo questo grande evento con la giusta emozione. Se entro al bar, non mi si dice: “Dovete vincere”, ma “Io ci sarò”. Penso sia importante che tutta la provincia viva della soddisfazione di essere presente e sostenerci. Giocheremo in casa, considerata l’invasione reggiana nell’impianto bolognese».

Quest’avventura può portarvi a un traguardo storico...

«Io sono qui da sempre e come tutti i reggiani ho voglia di vivere un bellissimo sogno. Un’emozione unica».

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