«Dissi “grazie” a Capello mi sarei preso a pugni»
Pippo Marchioro: «Nessuna ci aveva regalato niente, fu una salvezza meritata Nel momento del tiro di Esposito ho capito che la palla sarebbe entrata»
REGGIO. E’ un Pippo Marchioro stile “bum bum” che rievoca il primo maggio del 1994. L’avvio però non è dei più confortanti.
Mister, sono passati ventanni, cosa le ricorda il primo maggio 1994?
«La promozione della Reggiana».
Ma no mister: la salvezza a San Siro contro il Milan.
«Ah sì, è vero. Purtroppo sono passati così tanti anni che faccio un po’ confusione. Spero di essere perdonato».
Adesso che il quadro è chiaro, cosa ricorda di quella partita?
«Fu una giornata meravigliosa. Ma ci fu qualcosa che me la rovinò».
Chi le rovinò quella partita?
«Io stesso. Feci tutto da solo».
Cosa combinò mister?
«Incrociai Capello, che tra l’altro era stato mia giocatore proprio a Milan, e gli dissi “grazie”. Il tempo di pronunciarla e me ne pentii un attimo dopo. Mi sarei tagliato la lingua e dato dei cazzotti in faccia. Come diavolo mi venne in mente di dire quel “grazie”. E poi? Grazie di cosa? Nessuno ci aveva regalato niente e quella vittoria era assolutamente legittima e meritata. Anzi, il Milan ci provò in tutti i modi a raddrizzare la partita inserendo Massaro e Donadoni, ma Taffarel fu insuperabile. Ebbene, sono passati vent’anni ma quella frase infelice non riesco a perdonarmela».
C’è qualche altro episodio curioso?
«Assolutamente sì. Mi ricordo che Papin nel primo tempo giocava dalla parte delle panchine. Dopo un paio di minuti lo guardai negli occhi e gli dissi: “fai il bravo”. Lui mi fulminò con gli occhi e mi rispose. “No pari, no pari, no pari”. Aveva ragione».
Nella foto che immortala l’attimo in cui Esposito scocca il tiro della vittoria, si vede lei sullo sfondo: cosa ha pensato in quel momento?
«Ho iniziato a godere. Il tiro fu così perfetto che fu chiaro da subito dove sarebbe andato a finire».
C’è qualcosa che vuole aggiungere?
«Sì. Fu una stagione fantastica e sudata, ma quella salvezza fu assolutamente meritata. Vorrei che nessuno dimenticasse tutto quello che gli arbitri combinarono in quella stagione a nostro danno».
Ricorda il famoso arbitro Cardona nella partita di Udine?
«Non solo».
Cristiana Filippini
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