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L’alta marea Grissin Bon contro la diga Venezia

L’alta marea Grissin Bon contro la diga Venezia

Biancorossi favoriti nel posticipo (ore 17) della ventottesima giornata Occorrono quegli “occhi di tigre” che hanno portato a vincere l’Eurochallenge

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REGGIO. Dopo un week end in cielo, la Grissin Bon deve tornare coi piedi per terra. Un risveglio da un sogno che non sarà semplice per i biancorossi, chiamati a un non semplice impegno a Mestre contro l'Umana Venezia oggi alle 17; con gli orogranata alla disperata ricerca di punti per continuare a sperare in un quasi miracoloso aggancio ai play off.

QUI REGGIO. Arrivati a questo punto della stagione e con la carica a mille per la vittoria in Eurochallenge, i biancorossi non possono che essere i favoriti. Al di là della spinta psicologica e della striscia vincente dei reggiani, che arrivano da quattro successi consecutivi tra campionato e coppa, in questi ultimi mesi la squadra di Max Menetti ha acquisito una consapevolezza nei propri mezzi e una compattezza completamente nuova.

Il week end del PalaDozza ha temprato ancora di più i biancorossi che hanno risposto alla grande in due partite decisive. Resterà da vedere se il ritorno sul palcoscenico minore e il ritrovarsi a giocare senza la spinta del pubblico non andrà a incidere sulla concentrazione dei reggiani.

Anche dal punto di vista fisico la situazione della Grissin Bon è ottimale.

Cinciarini si è lasciato alle spalle i problemi al polpaccio di venerdì, così come Gigli e Brunner, che hanno dimostrato in campo di essere ormai recuperati e di poter incidere sulle gare anche in pochi minuti di utilizzo. Le uniche incognite riguardano White, che non si è allenato per poter recuperare dal problema di crampi avvertito domenica a Bologna e Amedeo Della Valle che soffre di un'infiammazione al ginocchio e che potrebbe andare in tribuna.

ACQUA ALTA. Completamente diversa la situazione di Venezia. I lagunari hanno perso quattro delle ultime cinque gare, tra cui gli spareggi play off con Cantù, Avellino e Pistoia. Nonostante l'arrivo sulla panchina di Zare Markoski abbia riportato un po' di chiarezza nell'animato spogliatoio veneziano, il clima è tutt'altro che sereno. I continui avvicendamenti di giocatori e l'inevitabile frustrazione per una stagione, l'ennesima, partita tra squilli di trombe e proclami scudetto e che rischia di finire senza play off, hanno reso sempre più evidenti i problemi di una squadra che ha un talento diffuso come poche altre, ma che è formata da troppi solisti e che in difesa ha diverse pecche.

I SOLISTI E L'ORCHESTRA. La pericolosità dal perimetro dell'ex Lakers Sasha Vujacic e di Linhart, il talento di Andre Smith sotto canestro, la difesa di Rosselli e Crosariol, unita all'estro del grande ex Donell Taylor costituiscono un biglietto da visita più che sufficiente per tenere sull'attenti tutte le avversarie. Tantissimo talento, che però fatica a essere inquadrato in un sistema di gioco definito, lasciando troppo spesso all'improvvisazione le sorti degli attacchi veneziani.

SPAREGGIO PLAY OFF. Dall'altra parte del campo, la Grissin Bon ha ormai trovato una propria dimensione ben definita, con Cinciarini a dare ritmo e gioco, coadiuvato dalle visioni di Kaukenas e dal talento di White, che hanno ormai trovato la loro dimensione assieme al sempre più solido Cervi e la straordinaria efficacia ai due lati del campo di Silins. Cinque atleti di questo livello in serie A li hanno in pochi, ma ancora meno squadre possono contare su tre giocatori come Brunner, Gigli e Pini sotto canestro, su un'ala come capitan Antonutti, l'efficacia offensiva di Bell e sul ritrovato Filloy in regia, senza dimenticare l'innesto di Della Valle. Insomma, una grande orchestra contro alcuni grandi improvvisatori, per una sfida che, in caso di vittoria, porterebbe i biancorossi al sesto posto, a una sola gara dalla matematica conquista dei play off.

Daniele Valisena

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