«Il mio cuore oggi è diviso a metà»
Montanari ha giocato sei anni a Lucca e allenato molti biancorossi
REGGIO. Sarà una domenica particolare per Marcello Montanari, tecnico della Reggiana.
Toscano di nascita ma reggiano a tutti gli effetti?
«Esatto».
Della sua carriera da calciatore, quanti campionati ha disputato in toscana?
«Undici, di cui ben sei alla Lucchese».
Tutte ottime stagioni se è vero che l'hanno inserita nella formazione ideale di sempre.
«E' vero. Nella formazione del secolo ci sono anche io».
Se oggi non fosse impegnato con la partita della Reggiana dove sarebbe?
«Sicuramente sarei al Borelli a seguire Correggese-Lucchese».
E da che parte entrerebbe?
«Se fosse possibile, da entrambe. E' chiaro non posso dimenticare i sei anni splendidi che ho trascorso a Lucca e il rapporto instaurato con la gente e con la città. Ma è anche vero che sono di Reggio e vivo questa realtà e nella Correggese ci sono ragazzi che ho allenato alla Reggiana. Che vinca una o vinca l'altra, mi va bene comunque. Se fosse possibile, ma non lo è, credo che entrambe le squadre meriterebbero di vincere il campionato».
Ha seguito qualche partita delle due squadre?
«Qualcosa ho visto, e la Correggese mi sembra più attrezzata».
Una partita così si prepara con le gambe o con la testa?
«Stare bene fisicamente è un bel vantaggio, ma con il cervello devi essere sul campo».
La Correggese ha due risultati su tre: vantaggio o arma a doppio taglio?
«Personalmente preferisco sempre avere due risultati a disposizione».
Al termine di Reggiana - Feralpi Salò quale sarà il primo risultato che chiederà?
«Sicuramente quello della sfida al Borelli».
Cristiana Filippini
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