«Abbiamo fatto un esposto per danni»
Il dg Rossi: «I tifosi della Lucchese hanno seriamente danneggiato lo stadio»
CORREGGIO. L'esultanza a fine partita dei giocatori della Lucchese ha lasciato qualche strascico sul campo del Borelli con danneggiamenti alla struttura di recinzione dello stadio stesso. «Abbiamo fatto un esposto alla Federazione - spiega il direttore generale Marcello Rossi - per i danneggiamenti alla struttura e soprattutto alla rete di protezione dello stadio che è stata seriamente danneggiata dalle esultanze degli avversari. Aldilà di questo e del gesto ignobile che ha fatto il personaggio che ha lanciato la bottiglia, perlopiù già individuato dalle forze dell'ordine, credo che le due squadre abbiano cercato di fare la propria partita. Per come è andata credo che ci sia stata portata via la storia che avevamo scritto. Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo risultato e credo che si sia anche dimostrato che la Correggese si meritasse la Lega Pro ma a quanto pare non doveva andare così. Per come la vedo io ce la saremmo meritata ed invece sarà la Lucchese a festeggiare la promozione. Nei primi venti minuti di partita i nostri avversari hanno giocato sull'uomo e non certo sulla sfera ma nessuno è mai stato punito mentre noi abbiamo giocato facendo girare al meglio la palla sul rettangolo di gioco. L'espulsione di Stefano Selvatico poi è stata pesante sia dal punto di vista tecnico che morale. Non tanto per l'espulsione in sé ma per come è arrivata. Alla fine riteniamo di essere stati defraudati di un diritto che avevamo conquistato sul campo grazie al nostro impegno, al nostro lavoro e a questo gruppo che si è sempre mostrato agli avversari con grande serietà e umiltà. Un diritto che avevamo conquistato anche organizzando al meglio questo evento, con professionalità, sportività e correttezza tanto da non ricevere nessuna lamentela da parte di nessuno. Una Correggese che ha dimostrato a tutti di avere una marcia in più dal punto di vista organizzativo, anche più di squadre più blasonate di noi. Anche se siamo una matricola non significa che non si sia in grado di organizzare le cose come devono essere organizzate. Stiamo tutti lavorando per un calcio pulito dove possa emergere lo sport e il risultato sportivo in sé e questi eventi non dovrebbero essere fonte di sospetti». (m.b.)
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