Correggese affossata dall’arbitro
Amabile subito regala il rigore alla Lucchese poi espelle Selvatico e lascia in 10 i biancorossi
CORREGGIO. Non esistono più le favole del calcio, quelle che avevano portato il Verona a vincere lo scudetto oppure il Brescello a sfiorare la serie B. L’arbitro Daniel Amabile di Vicenza, ha fatto capire alla Correggese qual è la legge del più forte e quanto conta il blasone, il peso politico. Tutto a favore della Lucchese che è stata brava tutelata ma anche astuta nell’approfittare delle debolezze dei biancorossi.
Una beffa atroce per Zini e compagni dato che la sconfitta si è concretizzata al secondo minuto di recupero, quando il traguardo della serie C sembrava ormai a portata di mano. Una promozione annunciata tanto che gli sportivi avevano già indossato la maglietta celebrativa.
La Correggese, va detto, ha avuto un torto: consentire al direttore di gara di far pendere l’ago della bilancia a favore della Lucchese utilizzando gli strumenti a sua disposizione: espulsioni e rigori.
I biancorossi, dopo il vantaggio iniziale (bravo Bertozzini a indurre il difensore Espeche all’autogol) hanno avuto la possibilità con Lari (37’pt) di chiudere la partita. Un gol che avrebbe annichilito, oltre che la Lucchese, anche il direttore di gara. Non a caso dal raddoppio fallito in modo clamoroso si è arrivati al rigore al 46’ del primo tempo per un presunto fallo di Selvatico. Penalty che Noci ha neutralizzato respingendo il tiro di Tarantino ma è stato un segnale indicativo della pericolosità dell’arbitro. Un pareggio che era nell’aria e che si è materializzato dopo sei minuti della ripresa con un colpo di testa di Aliboni sotto misura e guarda caso pochi minuti dopo un’altra occasione gettata al vento, prima da Lari e poi da Paganelli. Non vogliamo gettare la croce addosso al giovane e bravo centrocampista ma sottolineare come la Correggese ha dilapidato delle ghiotte occasioni che potevano chiudere la partita e rendere inoffensivi la Lucchese e l’arbitro, invece si sono complicati la vita. L’episodio che ovviamente ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore della Lucchese è scaturito al 22’ della ripresa quando l’arbitro Amabile (di cognome ma non di fatto) ha cacciato Selvatico per somma d’ammonizioni. E’ questa la decisione che ha cambiato il corso del match e che ha fatto capire come il direttore di gara veneto ha utilizzato due pesi e due misure. In avvio di partita Aliboni e compagni hanno commesso, nei primi minuti, tre falli intimidatori che dovevano essere sanzionati almeno con un cartellino giallo. L’arbitro invece ha lasciato perdere salvo poi ammonire al 36’ del primo tempo Selvatico per aver perso tempo nel battere una punizione. Un controsenso. Se poi aggiungiamo che l’ammonito Aliboni non è stato poi espulso dopo l’ennesimo fallo di Gucci, si capisce qual è stato lo scientifico atteggiamento del direttore di gara. Per questo motivo a fine partita dirigenti, tecnico e giocatori hanno puntato l’indice contro l’arbitro. Nel computo delle ammonizioni la Lucchese è senza dubbio stata tutelata tanto che le sole espulsioni sono state per giocatori della panchina.
In inferiorità numerica alla Correggese non è rimasto che difendere il prezioso pareggio che consentiva la promozione in serie C. A Zini e compagni è venuto il braccino e hanno iniziato a difendere molto bassi. Poi il destino ha voluto che da un’occasione mancata, l’ennesima, è arrivato il gol promozione di Pecchioli dopo due minuti di recupero.
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