«Poca cattiveria in area, come tutto l’anno»
Cavion: «Del mio primo campionato vero non mi lamento, è amaro non aver centrato i play off»
REGGIO. Cala, con una sconfitta, il sipario su un altro campionato deludente, per non dire fallimentare, della Reggiana.
Un campionato iniziato con altre premesse ed auspici ed invece chiuso malinconicamente, in uno stadio deserto e con la tifoserie sempre più distante da società e squadra. E meno male, vien fa dire, che non ci siano retrocessioni. Difficile, quasi inutile commentare la sconfitta interna con il Feralpi Salò. Michele Cavion ci prova e trova nel match con i lombardi di Beppe Scienza l’emblema di un’intera stagione. «E’ stata – osserva il centrocampista – una partita ed una prestazione dignitosa, con tanta voglia di fare bene, come in altre occasioni abbiamo creato una decina di palle-goal limpide senza riuscire a capitalizzare, mentre agli avversari ne bastano 2 o 3 per segnare».
Il motivo? A tratti avete dato l’impressione di non essere determinatissimi nei sedici metri finali…
«Ci è mancata cattiveria, è vero, in qualche occasione, in qualche altra circostanza non siamo stati fortunati, ma è tutto l’anno che gira così».
A proposito di annata che giudizio dà a livello personale?
«Non posso lamentarmi, sono soddisfatto, ho fatto 27 presenze su 30 partite, 3 su 3 in coppa Italia, per essere al primo campionato vero sono contento, mi è servito per crescere».
E se deve trarre un bilancio sulla stagione della squadra?
«Non posso negare che è stato deludente, abbiamo mancato l’obiettivo dell’ottavo posto, dei play-off e questo è innegabile, sotto gli occhi di tutti, le premesse erano altre, ma è andata così».
Le ragioni?
«Saperlo, probabilmente quel che ho detto prima, la mancanza di cattiveria in area avversaria, la capacità di andare a segno più spesso, a volte basta una rete per trasformare un pareggio in vittoria od una sconfitta in pareggio e dare un volto diverso alla classifica».
L’abbiamo vista giocare in più ruoli, per il futuro dove si vede meglio?
«Parto col il dire che la duttilità è il mio forte, se non mi sapessi adattare a più ruoli avrei certamente totalizzato meno presenze, ho agito da trequartista, esterno destro o sinistro, anche mediano e per me va bene tutto, anche se forse in mezzo al campo penso di poter dare il meglio».
E a proposito di futuro, il campionato prossimo dove sarà?
«Non lo so, sinceramente non ho parlato con nessuno, né con il mio procuratore né con le società, posso dire che a Reggio sono stato bene e debbo ringraziare chi mi ha voluto qua e fatto giocare perché comunque il mio percorso di crescita è proseguito. No, non avrei problema alcuno a rimanere, ma non dipende da me».
Luigi Cocconcelli
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