«Siamo orgogliosi di giocare in questa squadra»
Zini e Sabotic: «Una beffa atroce, non abbiamo mai perso in questo modo. Ora guardiamo al futuro»
CORREGGIO. La classe di Danilo Zini e la gioventù di Minel Sabotic. Due difensori, il primo un centrale, il secondo un laterale che contro la Lucchese hanno disputato un match di livello molto più alto. Per Zini questa stagione è stato un bel riscatto nei confronti di tutte quelle persone che lo avevano già dato per finito, per Sabotic invece si sta aprendo un sipario professionistico interessante che il prossimo anno potrebbe vederlo con una casacca della Lega Pro.
«E' stata una beffa atroce – spiega Danilo Zini – la più brutta sconfitta che abbiamo mai subito. La Lucchese è scesa in campo cominciando a fare falli da dietro e senza essere mai punita per questo. Il primo ammonito poi è stato Stefano Selvatico per aver ritardato il gioco. Non ho parole e non mi voglio attaccare a questo. Una cosa però la voglio dichiarare: abbiamo disputato un campionato stupendo, siamo stati bravi e sono orgoglioso di avere avuto dei compagni di squadra così. Mi auguro di vero cuore che molti di loro il prossimo anno possano fare il salto nei professionisti perché se lo meritano. Hanno fatto vedere quello di cui sono capaci e per molti di loro sarebbe un sogno che si avvera».
«Tornando invece alla partita – aggiunge – sul loro secondo gol purtroppo non avevamo molte scelte, eravamo in inferiorità numerica e abbiamo cercato di marcare chi era più vicino alla porta, non ci siamo riusciti e abbiamo subito la rete. Adesso siamo tutti tristi e speriamo che i play off contino qualcosa».
«L’arbitro non ha usato lo stesso metro – spiega uno dei migliori giocatori in campo il giovane classe 1994 Minel Sabotic – e noi abbiamo sbagliato qualche occasione. Io per primo ho fatto l’errore di non tirare, ho cercato invece il rigore. L’aveva dato nel primo tempo alla Lucchese e speravo lo concedesse anche a me. L’avversario mi ha toccato e sono caduto. Avrei invece potuto tirare di sinistro come mi ha chiesto Berardi (il giocatore del Sassuolo) e ci avevo anche pensato ma sono attimi nei quali ne pensi di ogni. Il difensore mi ha toccato e sono caduto. Se avesse concesso il rigore ora parleremmo di altro. Purtroppo non ho considerato che l'arbitro non era molto equo nelle decisioni. Non sarebbe stato un rigore netto ma non lo era neppure quello sul loro giocatore. Dal momento che mandi fuori Selvatico devi mandare fuori anche il loro giocatore ed invece Aliboni è rimasto in campo».
«Purtroppo è finita così ed ora dobbiamo giocarci i play off. Futuro? Ancora non so nulla – conclude – e non c’è nulla di concreto ma se ci fosse l'opportunità di andare nei professionisti la prenderei al volo se non ci fosse pazienza. Mi dispiacerebbe molto lasciare questo gruppo stupendo che si è creato. Un gruppo che non dimenticherò mai». (m.b.)
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