«Siamo pronti per qualsiasi avversaria»
Angelo Gigli non fa calcoli in vista dei play off: «Vinciamo ad Avellino, poi... non avremo paura di nessuno»
REGGIO. «Siamo pronti per i play off, siamo pronti per giocarcela contro chiunque ci capiti nella griglia».
Parla con serenità e ferrea convinzione Angelo Gigli pensando al futuro prossimo della sua Grissin Bon che fra una decina di giorni inizierà la fase scudetto. Ma prima deve giocare ad Avellino l’ultimo turno della stagione regolare, quello che deciderà i piazzamenti finali. Reggio lo farà con un Gigli in crescita, dopo i problemi muscolari che lo hanno tenuto fermo per quasi tutto il mese di aprile.
Come sta fisicamente?
«Molto meglio. Non sono ancora al meglio, ma sto ritrovando la condizione abbastanza alla svelta. E devo ringraziare un po’ di persone per questo».
Chi in particolare?
«Lo staff sanitario e quello tecnico della Pallacanestro Reggiana. In venti giorni mi hanno sistemato un guaio muscolare non da poco».
Giusto in tempo per l’Eurochallenge?
«Esatto, sono riuscito a giocare le Final Four di Bologna, a cui tenevo particolarmente e devo ringraziare chi me lo ha permesso».
Adesso siete in partenza per Avellino. La vittoria è d’obbligo...
«Lo è perché così potremmo ottenere un miglior piazzamento ed evitare il lato del tabellone play off con Milano».
Niente strani calcoli?
«Assolutamente. Nessuno, in questa squadra, vorrebbe mai perdere una partita apposta, anche sapendo che una vittoria, domenica, magari ci manderebbe in una posizione più scomoda».
A ogni modo, i play off sono arrivati. Contento?
«Parecchio ed anche se dovessimo incontrare Milano andrebbe bene comunque. L’importante è giocarli, anche se dovessimo incontrarvi i Lakers».
Una delle possibili rivali è proprio Cantù, che avete appena battuto. Un parere?
«E’ una squadra tosta, organizzata, con tanto talento e tanta capacità, però anche noi abbiamo parecchie qualità e soprattutto abbiamo dimostrato di poterla battere».
Niente paura, insomma?
«I miei compagni, prima che arrivassi io, hanno sconfitto Cantù nelle Final eight della Coppa Italia e due giorni fa abbiamo nuovamente dimostrato di potercela giocare».
Quanto peserebbe il fattore campo a sfavore?
«Ecco, quello è un elemento importante, perché Cantù in casa è molto simile a noi quando giochiamo a Reggio. Diventa sempre difficile giocare al Pianella, viene giustamente ritenuto, anche da me, uno dei campi più difficili d’Italia».
Lei e Greg Brunner state recuperando dopo i rispettivi infortuni: il reparto lunghi ora è abbondante, questo un problema?
«Siamo tanti, vero, e tutti abbiamo tante qualità. Tutti dobbiamo cercare di dare il meglio quando veniamo chiamati in causa ».
Con rotazioni frequenti, è facile?
«Per esperienza, so che ci sono giocatori che hanno bisogno di avere continuità per trovare ritmo, ma l’importante è aiutare Reggio».
Ai play off, poi, si gioca ogni due giorni. La panchina profonda è un vantaggio, giusto?
«Ci saranno situazioni in cui potrò essere più utile io ed altre dove magari sarà più efficace uno degli altri lunghi. Giocando spesso ci sarà bisogno di tutti, abbiamo piena fiducia in coach Menetti, lui saprà gestirci al meglio in base al momento».
Adriano Arati
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