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«Vavassori? Persona meravigliosa che stimo molto»

«Vavassori? Persona meravigliosa che stimo molto»

Alessandro Barilli: «Non c’è ancora nulla di concreto poi dipenderà da cosa vorranno fare Medici e Compagni»

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REGGIO. Presidente Barilli, il campionato è finito, finalmente?

«Diciamo di sì. Al contrario di quanto avvenuto nella passata stagione ci siamo fatti male da soli. Rimango convinto che la squadra fosse stata costruita bene ma la mancanza di risultati ci ha mandato un po' in confusione e ha fatto la prima vittima nell'allenatore».

E’ stata la stagione dei rimpianti?

«Assolutamente sì. Avrei voluto disputare i play off, perché in qualsiasi posizione ci si arriva in quelle partite, può succedere di tutto. Penso che in alcune partite chiave non siamo stati fortunati come a Savona e Venezia e questo è stato determinante, facendoci perdere fiducia. Abbiamo pagato la stagione non esaltante dei giovani più importanti e la fretta di recuperare Ruopolo».

Come sarà il futuro?

«Di certo più tranquillo di quello della scorsa stagione, sia da un punto di vista sportivo che economico. Adesso non abbiamo nessuna intenzione di mollare e guardiamo avanti con fiducia».

Ci si dovranno attendere delle novità nel Cda granata?

«Dipende tutto da quello che succederà a livello societario. Noi vogliamo portare avanti i discorsi che abbiamo intavolato e poi valuteremo quello che succederà».

Dal primo luglio non sarà più presidente?

«Lo confermo, era un aspetto già previsto quando ho iniziato il mandato. Il mio compito era di salvare la Reggiana e metterla in mani sicure; il primo aspetto e stato fatto, mentre il secondo sto lavorando perché avvenga. Io comunque non sarò più il presidente perché per svolgere al meglio il mio lavoro di amministratore, devo essere più sereno».

Fontanili presidente?

«Molto dipenderà da quello che avverrà in società, perché penso che sia normale che se qualcuno arrivi con somme importanti ambisca a quella posizione. Fontanili è certamente una persona che potrebbe ricoprire quel ruolo, ma serve prima definire l'assetto societario e spero di farlo al più presto».

Che cosa si aspetta da Compagni e Medici? Potreste proseguire insieme?

«Dipende solo da loro. Presto dovremmo incontrarci per parlare di alcune situazioni perché non siamo ancora riusciti a farlo poi tutte le decisioni saranno loro. Credo che se altri imprenditori reggiani si facessero stimolare com'è successo con loro, noi saremo qui ad attenderli a braccia aperte. Probabilmente entrando in corso d'opera Medici e Compagni non hanno condiviso alcune scelte che erano state fatte, ma ripartendo a luglio potrebbe essere diverso».

In questo periodo si è parlato molto anche di contatti con Vavassori?

«Di concreto non c'è nulla, Vavassori è impegnato nella cessione della sua società e non so se avrà voglia di iniziare subito una nuova avventura. Certamente è una persona meravigliosa che stimo».

Si è parlato dell'arrivo di un direttore tecnico, Massimo Ienca e Rino D'Agnelli rimarranno?

«Penso che per loro valga lo stesso discorso che vale per Marcello Montanari e per la possibilità di riscattare alcuni dei giovani: tutto dipenderà da quella che sarà la nuova compagine societaria e dalle loro idee».

Chi farà il mercato?

«Il direttore tecnico o il direttore sportivo. Penso che sia giusto che sia la nuova società a sceglierlo, poi sarà lo stesso ds che dovrà prendersi le proprie responsabilità nella scelta dell'allenatore, magari sentendo anche un nostro parere valutando anche chi c'è già come Montanari e, scegliendo anche i giocatori».

Che cosa manca per completare l'accordo con Mapei?

«Quasi nulla, stiamo solo aspettando la bozza per l'accordo sullo stadio, ma è quasi tutto definito. Loro hanno fatto una scelta precisa sullo stadio, sono convinto che diventerà un piccolo gioiello e noi ce lo godremo».

Villa Granata è un sogno?

«Tutto non riusciamo a farlo, anche se quello è un aspetto su cui rimango fiducioso. Da parte nostra c'è la volontà di portare avanti un progetto a lungo termine e adesso dobbiamo valutare se ci saranno le possibilità per farlo».

Pensa che con i tifosi si possa ricucire il rapporto?

«Se fossero arrabbiati con me esclusivamente per la gestione sportiva, non avrei nulla da dire al riguardo, ma sento commenti che esulano da questo aspetto e siano dovuti ad una poca informazione che li porta a fare insinuazioni sbagliate su di noi».

Come valuta lo striscione dei tifosi esposto in curva?

«Credo sia emblematico del fatto che si voglia vedere tutto nero. Fortunatamente vent'anni fa io ero uno dei diecimila nella curva dietro la porta di Taffarel a esultare».

Andrea Munari

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