KICK BOXING»IL PERSONAGGIO
MONTECCHIO. Non trova proprio rivali, questa bella montecchiese. Greta Ferretti, irresistibile combattente di 27 anni, si è laureata per il secondo anno consecutivo campionessa italiana di kick...
MONTECCHIO. Non trova proprio rivali, questa bella montecchiese. Greta Ferretti, irresistibile combattente di 27 anni, si è laureata per il secondo anno consecutivo campionessa italiana di kick boxing (Iaska), categoria + 65 kg. La proclamazione, con tanto di consegna del classico e iconografico cinturone, è avvenuta nel corso del meeting di Comacchio del 4 maggio, data che segnava il termine della stagione agonistica. Un successo e una riconferma che hanno dell'eccezionale; parliamo infatti di una ragazza che combatte dal dicembre 2012.
Soddisfazione? Figurarsi. «Sono molto contenta, è un successo – afferma l'atleta – che mi ripaga dei tanti sacrifici fatti. Questa è una disciplina molto impegnativa».
Classica e scontata affermazione di circostanza? No, perchè andandoci a guardare sotto trovi un personaggio vero, una donna che prima che con i pugni colpisce per la simpatia, l'intelligenza, il senso dell'umorismo e la grande personalità. E poi quello sguardo dolce... che non ti farebbe certo definire il kick boxing con parafrasi tipo donne che picchiano le donne. Tra l'altro, come spiega lei stessa, "questo non è uno sport delicato, ma ci si fa meno male di quanto comumemente si pensi". E infatti nemmeno a lei è mai capitato di uscire dal tatami col viso gonfio o segnato... Certo che la ragazza mena. E vince, soprattutto. La mamma resta sempre preoccupata per lei. Ma lo sappiamo, la mamma è sempre la mamma: «Spesso – riferisce Greta – mi dice 'Darti allo yoga no eh?'. Le amiche invece sono contente: così quando vado con loro c'è qualcuno che le difende».
E si scherza ovviamente anche con gli amici maschietti: «Mi hanno preso in giro anche adesso, dopo la seconda vittoria del titolo nazionale: 'Ma qualcuna che te le dà non c'è?'».
Ma... che faccia fanno, invece, quei maschietti che quando conoscono questa donna vengono a sapere che è campionessa di kick boxing? «Oh, in genere sono insopportabili. Dicono sùbito 'Ma allora sei pericolosa?!'. Quando fanno così non li sopporto, li mando via». Vabbeh, chissenefrega di dover allontanare certi uomini... tra l'altro lei oltre agli amici ha già anche il fidanzato: una storia iniziata cinque mesi fa, con un uomo di Fidenza.
«Non posso però negare che questo sia uno sport da maschiacci; in una palestra di kick boxing quello che si respira è testosterone. Io comunque riesco ad assumere la doppia faccia, e a conservare tutta la mia femminilità».
Come nasce però questa propensione al combattimento?
«In realà non ho iniziato per una vocazione al combattimento. Mi sono avvicinata a questa disciplina nel 2006, attratta dalla tecnica. E' solo a partire dall'anno successivo che ho valutato la scelta del combattimento. Poi, quando nel 2011 sono diventata cintura nera, mi sono rivolta al mio maestro Nazzaro Portioli, col quale mi alleno nella palestra Eden di Reggio, e gli ho chiesto 'E adesso con questa cintura che ci faccio?'. Da lì è iniziato il percorso agonistico». Ed è stato un gran bel percorso. Faticoso, sia per le botte che per i sacrifici e la difficoltà a trovare avversarie (le donne non sono tante), ma prodigo di gloria. Greta esordisce nel dicembre del 2012 nel meeting di Molinella (BO) per poi inanellare le due consecutive perle del campionato italiano.
Il futuro?
«E' da vedere. Devo valutare diverse cose, come gli impegni di lavoro (è impiegata di laboratorio presso l'Italsughero di Montecchio, dove abita, ndc)». Ma la sensazione è che abbia tutta la forza per proseguire nei successi: «Il kick boxing mi ha temprato il carattere, mettendomi nella situazione di non poter ottenere nulla senza sacrifici e rafforzandomi di fronte ai 'colpi' che ricevi dalla vita». Campionessa a vita.
Massimo Bassi
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