Reggiana, a Sant’Ilario la partita finisce in rissa
L’estroso Moustafa Samlali reagisce con un pugno al volto di Brunori Sandri Ruopolo e De Giosa intervengono a sedare gli animi, l’arbitro sospende la gara
SANT'ILARIO D'ENZA. Brutto ed ingiustificato episodio quello accaduto ieri allo stadio comunale di Sant'Ilario durante l'amichevole tra la squadra di casa, lo Sporting Club, e la Reggiana.
Era una partita filata via piacevolmente con tanto di festa ed erbazzone in tribuna e con la voglia dei padroni di casa di fare bella figura davanti ad amici e tifosi finchè, al 29' del secondo tempo, un normale scontro di gioco tra Moustafa Samlali e Brunori Sandri si è trasformato in una zuffa che ha costretto l'arbitro a finire la gara in anticipo.
Nel contrasto tra i due Brunori Sandri alza il gomito e colpisce involontariamente l'avversario che si ferma e resta a terra, fuori dal campo, per una manciata di secondi per poi scattare come un ossesso, caricato dal pubblico, alla ricerca del giocatore granata per vendicarsi.
Brunori Sandri viene colpito tra spalla e viso con un pugno a tradimento di forte intensità ma resta in piedi, incredulo, mentre De Giosa e Ruopolo si dirigono con fare minaccioso verso l'extracomunitario che si toglie la maglia in tutta fretta e si dirige verso gli spogliatoi dove fortunatamente si calmeranno le acque.
Gesto deprecabile, fortunatamente senza conseguenze per nessuno, da parte di colui che viene considerato uno degli atleti più rappresentativi e talentuosi della squadra della Vald’Enza che vanta, però, numerosi precedenti simili anche in campionato e magari questo dovrebbe far riflettere; senza giustificare l'accaduto sarebbe meglio che dal pubblico parole come "Dai, daglielo indietro" o "Rompigli una gamba" evitassero di essere pronunciate perché comunque una partita di calcio non è una guerra.
Uno scontro di gioco che è sfociato in una scazzottata anche se va detto che a fine partite la società ha teso a minimizzare l’accaduto anche se è possibile che Brunori Sandri oggi porti sul viso le conseguenze di quanto accaduto in campo.
Juri Panciroli
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