Barilli e Compagni sono all’atto finale
Per la prossima settimana è programmato un confronto per definire il cambio di proprietà o le dimissioni da consiglieri
REGGIO. La prossima settimana Alessandro Barilli si vedrà con i soci di minoranza Stefano Compagni e Gianfranco Medici. Sarà l’atto conclusivo. Da questo confronto uscirà la nuova configurazione della società granata. Non ci saranno mediazioni: Barilli va avanti per la sua strada e i soci di minoranza escono dal consiglio, pur mantenendo le azioni e l’impegno di sponsorizzazione oppure l’azionista di maggioranza accetta l’idea di cedere la maggioranza alle condizioni poste da Compagni e Medici. Una proposta che la Mectiles presenterà in forma scritta anche se non modificherà, sostanzialmente, l’approccio. La loro offerta non sarà superiore ai 300 mila euro, vale a dire lo scudetto o poco più dato che senza introiti straordinari, la Reggiana è una società che perde dal milione al milione e mezzo all’anno.
Alla base delle divergenze ci sono diverse valutazioni sul valore effettivo del club, sui numeri del bilancio e sulle prospettive alla luce del fatto che alcuni introiti straordinari per 2,6 milioni di euro (1 ,3 milioni della Mapei, i 775 mila euro dei crediti e 850 mila per l’affitto) non ci saranno più il prossimo anno. Senza lo stadio di proprietà la Reggiana dovrà spendere 150 mila euro d’affitto, altri 100 mila euro per gli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile e altrettanti per gli alloggi dei giocatori. Un esborso che nel progetto di Compagni ma anche di Barilli dovrebbe essere convogliato nell’acquisto e ripristino di Villa granata.
Una Reggiana che quest’anno, proprio in virtù degli introiti scaturiti dalla compensazione del Gruppo Mapei chiuderà con un attivo dai 750mila agli 800 mila euro ma con budget che supera i 4 milioni, anche se Barilli confida per la prossima stagione in una drastica riduzione oscillando da 3,5 a 3,2 milioni di euro.
A prescindere dalle cifre che stranamente oscillano a seconda della fonte, a confronto sono due filosofie. Barilli vuole andare avanti andando alla ricerca di uno o più partner, anche “stranieri” mentre Compagni e Medici puntano tutto sul marchio della reggianità. Il loro progetto prevede l’ingresso nell’azionariato di sei soci reggiani e di tanti sponsor per riuscire a fissare un budget per una Reggiana ambiziosa. Sei imprenditori disposti a mettere sul tavolo 200mila euro a testa. Al momento i soci Mectiles possono confidare su altri due partner (Bitecnology e Casalgrande Padana?) ma sono in parola con altri tre imprenditori, anche se al momento è tutto in stand by. Così com’è al momento congelato il progetto tecnico che prevedeva di affidare l’incarico di direttore tecnico ad Adriano Cadregari. L’ex allenatore granata è attualmente nei quadri tecnici di Coverciano in qualità di istruttore per aspiranti allenatori di Terza categoria. E come allenatore la scelta è ricaduta su Beppe Scienza, attuale tecnico del FeralpiSalò ma soprattutto una bandiera del calcio granata. L’idea era di affidare a Cadregari e Scienza la responsabilità della gestione tecnica, dunque anche la scelta dei giocatori per la prossima stagione. Anche sotto questo profilo gli indirizzi sono agli opposti: Barilli vorrebbe ripartire da Ruopolo mentre Cadregari e Scienza puntano su giocatori giovani seppur affidabili.
Una diversa filosofia che si scontra anche sull’assetto societario. Barilli, per forza di cose, deve lasciare libera la poltrona di presente al futuro partner, mentre Compagni ha individuato per questo ruolo un personaggio reggiano di assoluto spessore e credibilità per poter avere tutte le “porte aperte” anche da un punto di vista politico-amministrativo. Un altro fronte caldo che Compagni e Medici vogliono ulteriormente sensibilizzare anche se i tempi non sono maturi dato che Reggio non ha ancora un sindaco ma presto il fascicolo Reggiana potrebbe finire sul tavolo del futuro primo cittadino.
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