Barilli-Compagni, siamo ai titoli di coda
Questa sera il confronto in un Cda informale, il presidente granata ha individuato in Vavassori l’uomo della provvidenza
REGGIO. Questa sera è in programma un consiglio d’amministrazione informale. Un Cda per fare chiarezza in previsione dell’assemblea dei soci che si svolgerà la prossima settimana.
Alessandro Barilli dirà a Stefano Compagni e agli esponenti del Banco Emiliano che ritiene di aver individuato in Pietro Vavassori, attuale patron della Pro Patria, il partner che può offrire un solido futuro alla Reggiana e dunque chiederà ai soci di minoranza cosa intendono fare. La risposta, immaginiamo, sarà sempre la stessa: il loro progetto è di un governo granata affidato a imprenditori reggiani. L’offerta dei soci Mectiles (formulata eventualmente anche per iscritto) sarà di 300mila euro per avere la maggioranza della Reggiana. Compagni farà pesare a Barilli il fatto che quest’anno il bilancio chiuderà in forte attivo solo grazie agli oltre due milioni versati dal Gruppo Mapei che la Reggiana ha ottenuto grazie alle garanzie offerte dalla Mectiles.
Si scontreranno due diverse filosofie: da una parte Barilli che vuole completare il suo percorso e riuscire a comporre una compagine azionaria forte con l’ingresso di nuovi soci e dall’altra quello di Compagni che ipotizza un gruppo di sei imprenditori reggiani più tanti amici-sponsor in grado di dare un futuro ambizioso al club.
Barilli, invece, è disposto a cedere la presidenza ma non il timone del comando. Come finirà è scontato: l’attuale azionista di maggioranza andrà avanti per la sua strada, mentre Compagni, Medici e con ogni probabilità anche il Banco Emiliano usciranno dal consiglio pur mantenendo le quote azionarie. E’ possibile che il Banco Emiliano trasformi in seguito il suo impegno azionario in sponsorizzazioni.
La Reggiana rinnoverà il suo Cda mentre a livello azionario ci sarà l’ingresso come partner di Pietro Vavassori. Sotto il profilo sportivo la principale novità sarà rappresentata dall’arrivo di un paio di uomini di fiducia di Vavassori, uno di questi sarà certamente Raffaele Ferrara, attuale dg della Pro Patria che si è già presentato in sede e ha visitato le strutture sportive. Per le altre figure professionali, compreso l’allenatore, sarà tutto in discussione. E’ però anche possibile che oltre a una quota azionaria, Vavassori trasferisca in granata una trentina di giocatori tra prima squadra e settore giovanile.
Una divergenza anche sotto il profilo tecnico dato che Compagni aveva ipotizzato di affidare la responsabilità tecnica-organizzativa al duo Cadregari-Scienza, oltre a indicare per la presidenza un personaggio reggiano di grande spessore politico e di assoluta credibilità. Come si può capire una distanza tra le parti abissale.
Questo è lo scenario che si prefigura anche se Barilli ha anche altre opzioni perché da tempo ha intrecciato anche una trattativa con un imprenditore reggiano. Le condizioni, però, sono più o meno le stesse. Oggi, però, si può dire che l’arrivo di Pietro Vavassori è più che mai una possibilità concreta. Quando si materializzerà non è dato di sapere perché non c’è una scadenza ma tutto è legato alla cessione della Pro Patria. Va anche messo nel conto la variabile tifosi dato che gli ultrà hanno deciso di operare un ostracismo nei confronti di Vavassori come di qualsiasi altro imprenditore “straniero”. Il patron della Pro Patria è reduce da una dura contestazione a Busto Arsizio per cui è da valutare se è disposto a cadere dalla padella nella brace.
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