Gazzetta di Reggio

Sport

Reggio in serie A ma a testa bassa

di Wainer Magnani
Reggio in serie A ma a testa bassa

Nelle lacrime di Monica Torreggiani la gioia per i neroverdi e l’amarezza per la Reggiana

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO. Nelle lacrime di Monica Torreggiani c’è tutto: la gioia per la salvezza anticipata del Sassuolo ma anche l’amarezza per una gioia che la sua Reggiana non riesce da tempo ad assaporare.

Reggio conserva la serie A grazie a una salvezza prodigiosa del Sassuolo. Un traguardo quasi impensabile sotto la gestione Alberto Malesani. Un leit motiv che si era consacrato fino all’ennesima sconfitta, la quinta di fila, contro il Parma. Già, è stato proprio il successo degli uomini di Donadoni a far cambiare il destino del Sassuolo. La società ha ritrovato il buon senso (va dato atto al ds Bonato di un saggio ripensamento) e con il ritorno di Eusebio di Francesco sono tornate le prestazioni e i risultati: 17 punti in 11 partite. Poi si sa, nel finale di stagione, contano le motivazioni e Fiorentina martedì scorso e ieri il Genoa non avevano più nulla da chiedere al campionato. Così il Sassuolo, che era dato per spacciato da buona parte degli addetti ai lavori, ha festeggiato addirittura la salvezza con una giornata d’anticipo. L’ha fatto in un Mapei Stadium gremito di tifosi. Una salvezza che è figlia del ripensamento operato dalla società con il ritorno in panchina del tecnico della storica promozione in serie A ma anche di una scelta di marketing che ha puntato sulla partecipazione del pubblico rispetto all’incasso. E’ vero, contro le big la società ha fatto “cassetta” ma nelle partite in cui il pubblico doveva svolgere il ruolo di dodicesimo uomo in campo ha offerto dei prezzi stracciati, anzi da record per la serie A. E Reggio ha risposto alla grande in termini di presenza e partecipazione. Questo è stato il capolavoro di Giovanni Carnevali che ha trasformato il Mapei Stadium in un salotto. E il prossimo anno sarà ancora migliorato in termini di ospitalità, sicurezza e organizzazione.

Ormai è inevitabile che la Reggio sportiva debba fare i conti con la realtà Sassuolo. Tante sono le iniziative che coinvolgono le società sportive giovanili del nostro territorio, le scuole e ieri anche le mamme reggiane. I diciassettemila (16.678 per la precisione) che hanno esultato al triplice fischio finale sono il frutto di una società che ha scommesso sulla scelta di lasciare Modena per venire a pascolare a Reggio ma non solo. L’acquisto dello stadio conferma che il Sassuolo vuole mettere radici a Reggio e lo farà con ancora maggior vigore grazie a questa storica salvezza. Meritata? Sì anche se molto per demerito degli avversari, vedi soprattutto il Bologna.

Eusebio Di Francesco è uscito tra gli applausi del Mapei Stadium. Un tributo dovuto a un tecnico che dopo aver accettato di cambiare assetto ha pagato quella interferenza con l’esonero ma una volta richiamato ha dato retta solo al suo credo calcistico ed è stato premiato. Un uomo che si è tolto l’etichetta di allenatore perdente in serie A ma soprattutto ha creduto negli uomini, vedi Berardi e Zaza ignorati da Malesani e che invece in questo finale di stagione hanno fatto la differenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google