Venti anni dopo c’è un’altra squadra che fa festa
Inevitabile fare il raffronto tra la salvezza del Sassuolo e quella storica della Reggiana. Purtroppo sono passati più di venti anni. Troppi per il popolo granata. Anche la memoria storica ha un...
Inevitabile fare il raffronto tra la salvezza del Sassuolo e quella storica della Reggiana. Purtroppo sono passati più di venti anni. Troppi per il popolo granata. Anche la memoria storica ha un limite. Ma il boccone sarà ancora più amaro pensando al futuro. A un prossimo anno dove il Sassuolo non si sentirà più cenerentola ma damigella d’onore invitata al ballo della serie A.
«Il calcio è una ruota che gira» ha rimarcato Barilli ed è vero ma per il momento la lancetta non si ferma mai alla casella granata. Per la Reggiana c’è solo l’inferno, anzi un angolo, nemmeno un posto vicino al fuoco. E non finisce qui perché la forza economica, organizzativa e mediatica del Sassuolo è destinata a estendersi a macchia d’olio. A schiacciare tutti e tutto. La Reggiana, al momento, è il parente povero che si mette il cappello dietro la schiena per ottenere qualche moneta. Sfrattata dal suo stadio e costretta a godere di luce riflessa. Inutile fare finta di niente. E’ come invitare a casa propria un amico sapendo di avere il frigorifero vuoto e lui si presenta con caviale e champagne. Poi la pillola la si potrà addolcire in tanti modi, si potrà nascondere la verità ma Reggio, stretta tra i Ducati di Modena e Parma ora lo è anche nei confronti di Sassuolo. (w.m.)
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