«Cinquanta ultrà non mi faranno cambiare idea»
Il presidente Barilli: «Raccolgono firme? Non fanno un favore alla Reggiana, dovrebbero sostenerci»
REGGIO. «Credo sia sbagliato sostenere qualsiasi soluzione che porti a una spaccatura: la Reggiana ha bisogno di un progetto comune, da portare avanti con persone che vogliono il bene della società». Nessun passo indietro da parte del presidente granata Alessandro Barilli, anche dopo l'incontro con gli imprenditori reggiani Stefano Compagni e Gianfranco Medici. Barilli mette subito le mani avanti e non si dichiara disposto a cedere riguardo a una sua futura partecipazione nella gestione della società granata.
Presidente cosa ci si può aspettare dopo il confronto i soci di minoranza Compagni e Medici?
«Il nostro futuro dipende solo da loro: se sono disposti a mettere la Reggiana davanti a tutti gli interessi personali, io sono pronto a mettermi a disposizione e a discutere per preparare la nuova stagione assieme».
Quindi nessun passo indietro da parte sua?
«Credo sia sbagliato ogni tipo di spaccatura: non è quello di cui ha bisogno la Reggiana. Sono pronto invece a discutere di un progetto condiviso con chi ha a cuore questa società».
Quante sono le possibilità che Vavassori faccia parte di questo progetto?
«Io smetterei di parlare di questa soluzione, che forse è venuta fuori con troppo anticipo. Sappiamo che lui ha espresso la volontà di chiudere la sua esperienza alla Pro Patria, ma prima di guardarsi attorno deve regolare tutti i suoi affari a Busto Arsizio, come io devo gestire la situazione qui a Reggio. Per ora ci siamo incontrati solo per discutere della possibilità di portare qui da noi qualche giovane talento del settore giovanile dei bustocchi. Tra qualche tempo vedremo se questo discorso potrà essere portato avanti».
Sa che i tifosi stanno organizzando anche una raccolta firme per convincerla a cedere il testimone?
«Dico che questi tifosi non fanno un favore alla Reggiana, perché dovrebbero sostenerci e non agire contro la società. Sono consapevole degli errori che sono stati commessi, ma non è così che la situazione potrà risolversi. In ogni caso la firma di una cinquantina di persone non è che mi condizioni: so che questa avversione non è così diffusa, ma che si tratta della parte più "dura" della tifoseria».
Cosa risponde però a questi tifosi che la contestano?
«La mia risposta sta nel progetto tecnico e societario della prossima Reggiana. Sto già lavorando in tal senso, ed è per questo che ne ho discusso con Compagni e Medici. In questi anni abbiamo avuto tanti problemi, dall'indebitamento allo stadio, che ci hanno rallentati, mentre dall'anno prossimo potremo concentrarci solo sulla gestione sportiva».
Quali saranno le linee guida di questo progetto?
«Il campionato è finito solo da due giorni, ci sarà tutto il tempo per prepararlo con cura, ma posso dire che ci sarà una grande attenzione alla costruzione della prima squadra, così come nella cura dei nuovi talenti».
Si riparte dal campo e dai giovani, quindi?
«Dalla cura del settore giovanile di sicuro, ma non intendo dire che sarà una Reggiana solo di giovani giocatori. Definiremo con cura le linee tecniche, compreso il nome di chi dovrà guidarla. Il mio compito sarà definire il budget entro cui muoversi».
Daniele Valisena
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