Siena, l’orgoglio di voler vincere anche nella bufera
REGGIO. Pronti all'ultimo valzer. E a una vetrina importante per il futuro, sull'onda della difesa più solida del campionato. Sta vivendo una situazione complicata oltre l'inverosimile, la...
REGGIO. Pronti all'ultimo valzer. E a una vetrina importante per il futuro, sull'onda della difesa più solida del campionato. Sta vivendo una situazione complicata oltre l'inverosimile, la Montepaschi Siena rivale di Reggio al primo turno play off. Questa era iniziata come la stagione del grande ridimensionamento, dopo la crisi dell’istituto bancario Monte dei Paschi che ha segnato così duramente tutto il territorio senese. Sul campo, grazie a coach Crespi e a un nucleo di giocatori motivatissimi, il declino si è visto solo parzialmente. Molto peggio la situazione fra uffici e procure. L'arresto di Ferdinando Minucci della settimana scorsa, e la vastissima inchiesta sui pagamenti in nero effettuati dalla formazione toscana ad alcuni giocatori, sono solo l'ultimo atto di un’annata segnata da continue indagini e da problemi finanziari.
Il futuro a breve termine di Siena appare molto lontano dalla serie A e questo mese e mezzo di play off sarà l'ultima occasione di mettersi mostra per una squadra ricchissima di orgoglio. E per tutto l'ambiente, che vorrà salutare il basket pro nella maniera più gloriosa possibile.
Suona beffardo pensare che, in mezzo a questo mare di difficoltà, la formazione di Crespi ha disputato una stagione notevolissima, sopra ogni aspettativa. In campionato è arrivata seconda mostrando una notevole continuità e giocatori dal grande talento, Erick Green su tutti. In Eurolega a lungo è stata la grandissima sorpresa, in lotta sino all'ultimo per una qualificazione alla seconda fase che sarebbe stata poco meno che miracolosa. Tutto dovendo rinunciare dopo gare al miglior giocatore, Daniel Hackett, passato all'eterna rivale Milano principalmente per motivi economici.
E adesso, prima di quello che sarà il congedo, gli atleti e lo staff tecnico avranno ancora più motivazioni. Di orgoglio e di interesse, per farsi vedere da tutto il basket che conta.
La squadra è profonda e atletica, con tanti tiratori, abili creatori di gioco e lunghi dinamici. Si è visto in difesa: Siena è stata la miglior squadra per punti concessi, con soli 70.5 concessi a gara, meglio anche della Milano delle stelle pur perdendo il miglior difensore, il citato Hackett. Merito di un pacchetto di esterni bravi a mettere pressione sui rivali e su un gruppo di lunghi estremamente dinamico, bravo a coprire l'area e a garantire intimidazione. Un ingranaggio molto efficace con tutti i suoi interpreti. Senza stelle, coach Crespi ha puntato su rotazioni allargate, con intensità alle stelle. In attacco, si affida alla mano dolce dal perimetro di buona parte della squadra, innescata spesso e volentieri da Erick Green e a Marquez Haynes. Arrivato nell'affare Hackett da Milano, dove sembrava un oggetto misterioso, in Toscana è rifiorito, segnando oltre 14 punti di media e mettendo in mostra grandi doti di attaccante, una volta liberato dagli obblighi di regia. La fase offensiva non rimane la migliore per il Montepaschi, ma tiratori come Janning, Carter, Viggiano, Nelson e gli italiani Cournooh e Ress (oggi capitano, in passato anche a Reggio) contribuiscono a creare grandi spaziature. Contro Siena, le difese avversarie sono spesso costrette a lasciare vuota l'area, dove Green ed Hayes sono bravi a far danni, servendo in movimento l'altro ex, un Benjamin Ortner sempre più solido e affidabile, e il potentissimo Othello Hunter. (a.a.)
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