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Medici e Compagni si dimettono dal consiglio

Medici e Compagni si dimettono dal consiglio

Alai presidente del Banco Emiliano: «Gli impegni con la Reggiana saranno decisi dal nostro Cda»

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REGGIO. «Stiamo guardando cosa succede, non è ancora stato deciso nulla in merito al nostro impegno con la Reggiana». Resta alla finestra il presidente di Banco Emiliano, Giuseppe Alai, che con la sua banca detiene l'8% delle quote della società granata.

Martedì sera Tamelli, Canovi e Rocchi in preserntanza dell'istituto di credito hanno partecipato all'incontro tra il presidente Barilli e gli altri soci di minoranza, nel corso del quale Stefano Medici e Gianfranco Compagni, dopo aver ribadito le loro ragioni del dissenso dalla proprietà e la loro volontà di acquisto (formulata per iscritto) si sono dimessi dalle cariche di vice presidente e consigliere, restando però nel gruppo dei soci con la quota dell’8%.

La rottura con i due ex consiglieri è avvenuta in seguito al rifiuto da parte di Barilli di cedere loro la società e della sua intenzione coinvolgere altri imprenditori, anche non reggiani, nella gestione.

Su questa questione il presidente Alai è possibilista.

«Per ora siamo ancora in una fase di contrattazione - spiega Alai - non ho parlato personalmente con il presidente Barilli e le future iniziative dell'istituto nei confronti della Reggiana verranno discusse nel prossimo Cda».

Nessun endorsement nei confronti del presidente Barilli dunque, ma nemmeno una porta chiusa al possibile subentro di Pietro Vavassori, pastron della Pro Patria o di altri imprenditori.

«Ancora non abbiamo deciso nulla - conclude il presidente del Credito Emiliano –. Cosa auspico? Non vorrei che le mie parole venissero mal interpretate come già accaduto in questi giorni. Parleremo con calma di come comportarci assieme al consiglio d'amministrazione».

Nessun salto nel vuoto da parte del presidente Alai anche se martedì sera gli esponenti del Banco Emiliano avevano caldeggiato l’ipotesi di un cambio della proprietà. Non è una novità che Temelli e soci siano sempre stati dalla parte di Medici e Compagni, del resto è stato il Banco Emiliano, da socio granata, a presentare la Mectiles a Barilli spingendo per l’ingresso in società con una quota (8%) di questi imprenditori di Casalgrande. Il Banco Emiliano, però, non vuole interferire più di tanto nelle scelte di Barilli anche perché Pietro Vavassori è un imprenditore che gode di grande credibilità e solvibilità a livello finanziario. Tra l’altro nei programmi del Banco Emiliano c’è la volontà di trasformare la parteciopazione azionaria in sponsorizzazione, così come viene fatto a livello di Pallacanestro Reggiana. Un passaggio che lo stesso Barilli ha annunciato. (d.v.)

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