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Ecco l’argenteria “made in Reggiana”

di Wainer Magnani ; di Wainer Magnani
Ecco l’argenteria “made in Reggiana”

Hachim Mastour si appresta al debutto in serie A col Milan, Simone Minelli si allena con la prima squadra della Fiorentina

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REGGIO. «A volte sono quelli che non ti aspetti che diventano dei professionisti. Di quella Reggiana classe 97/98 io avrei scommesso su un certo Ferrari, che ora ho perso di vista». Marco Lancetti non ama la vetrina, tanto meno accreditarsi di aver scoperto tutti questi ragazzi che oggi militano in società di serie A. «E’ stata la Reggiana a lanciarli, io facevo parte della famiglia granata». Sarà ma quella squadra aveva in organico gente come Andrea Mattioli oggi all’Inter, Simone Minelli ora alla Fiorentina, Udoh King bomber della Juve, Stefano Pellizzari passato dal Cesena alla Juve e soprattutto Hachim Mastour campioncino che il Milan vorrebbe far debuttare domenica contro il Sassuolo.

«Mi ricordo che Simone Minelli lo prendemmo dalla Kennedy Carpi in accordo con l’Inter. A Reggio rimase tre anni poi l’Inter, per vari motivi, decise di non prenderlo e così andò alla Fiorentina». Minelli oggi si allena regolarmente con la prima squadra di Montella ed è un nazionale. Meno talentuoso di Mastour ma ugualmente destinato a diventare un professionista. «Mattioli non è da meno – rimarca Lancetti – perché viene molto considerato dall’Inter. Un centrocampista che ho chiesto al suo tecnico Gino Poligani diventasse un difensore centrale. Oggi è il capitano degli allievi e della sua nazionale».

Il discorso non può che scivolare su Hachim Mastour, il talento più discusso a livello italiano ed europeo. «Quando parlavi di avere in casa un talento, non sempre venivi creduto. L’Inter l’ha tenuto sotto osservazione per quattro anni, poi il Milan è stato più veloce. Era arrivato in granata quando aveva 10 anni dalla Reggio Calcio e già si capiva che era un predestinato anche se qualcuno mi diceva che “non poteva giocare perché aveva tutti i compagni contro” ma è inutile dire chi anche se oggi ha un’alta carica dirigenziale. Erano i gioielli di famiglia della Reggiana, ora la cassaforte è vuota o quasi.

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