Barilli respinge l’offerta della Mectiles
Compagni e Medici si sono dimessi da vice presidente e consigliere ma rimarranno azionisti di minoranza e sponsor
REGGIO. La separazione è stata consumata, anche se non in modo consensuale. Non solo il vice presidente Stefano Compagni e il consigliere Gianfranco Medici si sono dimessi dal Cda ma il presidente Alessandro Barilli ha respinto al mittente la offerta ufficiale d’acquisizione della società per 300 mila euro ritenendo non congrua la proposta in relazione al valore del suo 84% di azioni.
Uno strappo definitivo o quasi, dato che la Mectiles manterrà la quota azionaria dell’8% e anche la propria sponsorizzazione. In poche parole Medici e Compagni non vogliono tagliare il cordone ombelicale che li lega alla Reggiana ma solo sedersi sulla riva del fiume e aspettare. Cosa e chi al momento nessuno lo può stabilire. Diciamo che Compagni e Medici aspettano di essere nuovamente chiamati in causa per attuare il loro progetto, ovviamente senza Barilli. Se e quando accadrà nessuno lo può sapere. Barilli, come ha già anticipato, cercherà di ricucire lo strappo perché ritiene questi soci di minoranza importanti per attuare il suo progetto di rafforzamento della società anche se non è più un mistero che l’azionista di maggioranza sta strizzando l’occhio a Pietro Vavassori, imprenditore milanese della logistica e attuale proprietario della Pro Patria. Il tempo che separa Barilli dall’assemblea dei soci, fissata per il 26 maggio, servirà non solo per firmare una lettera d’intenti con Vavassori ma anche per trovare nuovi partner o soci-amici per ridisegnare il nuovo consiglio d’amministrazione. Barilli ha chiesto a Sisto Fontanili di assumere il ruolo di presidente e a Ivano Vacondio di entrare nel consiglio con l’incarico di responsabile dell’area tecnica. Con le stesse modalità (senza la cessione di quote) chiederà a personaggi di spicco del mondo cooperativo e industriale di entrare nella famiglia granata. L’idea è quella di riproporre il modello di Iniziativa Tricolore con lui quale garante del budget e finanziatore.
Una filosofia gestionale che assomiglia molto a quella che aveva pensato Stefano Compagni anche se con altri interlocutori. Il progetto era di affidare la società a sei o dieci imprenditori reggiani ma soprattutto avere l’apporto di tanti sponsor del territorio. Una programmazione tecnica che puntava sul duo Cadregari-Scienza e su un radicale rinnovamento di uomini e profili professionali. Un piano di sviluppo che Compagni proverà a illustrare ai tifosi anche se non lo potrà più attuare. Una programmazione che per il momento ha messo nel cassetto ma non ha abbandonato del tutto.
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