Gazzetta di Reggio

Sport

«Rossi sta bene e Cassano potrebbe giocare tutti i 90’»

«Rossi sta bene e Cassano potrebbe giocare tutti i 90’»

Italia, il dottor Castellacci è ottimista sulla punta viola Il gruppo degli azzurri tornerà a Coverciano domenica

23 maggio 2014
2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Si è chiusa la prima tappa di avvicinamento degli azzurri al Mondiale: il gruppo si ritroverà domenica 25. Giorni decisivi per valutare le condizioni dei 30 e di Giuseppe Rossi in primis, sul quale il responsabile medico della nazionale Enrico Castellacci, ha speso parole di ottimismo: «Dopo due giorni e mezzo, il ragazzo ha fatto quello che abbiamo potuto fare in questa prima fase di ritiro. Rossi sta bene e lo stiamo monitorando ogni giorno», ha aggiunto Castellacci che ha detto di aver trovato Cassano «molto motivato e fisicamente molto tirato, si sta allenando con grande impegno, i riscontri sono stati rassicuranti, in teoria può tenere i 90'». In una Coverciano blindata dopo l'insulto razzista a Mario Balotelli, con pattuglie di carabinieri che hanno presidiato l'esterno del centro tecnico federale, la cronaca racconta di controlli antidoping a sorpresa da parte del Coni, con test a campione, effettuati su sei giocatori.

Castellacci ha ricordato che «vanno verificate le condizioni rispetto ai test di aprile. L'obiettivo è raggiungere gradi elevati di condizione e intervenire dove serve con una preparazione settoriale». Castellacci ha ricordato che per gli azzurri «sarà seguita una dieta che terrà conto del clima umido e dei lunghi spostamenti, fatta di alimenti leggeri e idratanti. Verdura, insalata e frutta avranno un posto preminente». L'attenzione sarà allargata alla protezione per le zanzare. E qui si innesca la questione delle vaccinazioni. «I rischi sono la malaria, la febbre gialla e il dengue, malattie trasmesse da zanzare. Abbiamo parlato con specialisti e partecipato in Brasile ad un convegno della Fifa che non ha dato l'obbligo di fare vaccinazioni - ha detto Castellacci - Poche nazionali le fanno, noi abbiamo parlato con i nostri invitandoli a rivolgersi ai medici dei loro club. Non c'è allarme ma preoccupazione, la dengue è la più pericolosa, i sintomi sono quelli tipici dell'influenza». Ha incuriosito molto è la casetta di legno, allestita a fianco della palestra, in cui si è cercato di riprodurre in piccolo le condizioni ambientali di Manaus, Recife e Natal: «All'interno la temperatura è di 32-33 con umidità intorno al 70%, ci sono tapis roulant e cyclette, i giocatori vengono monitorati dal punto di vista cardiologico, idrico e della fatica con l'acido lattico, C'è anche una vasca di ghiaccio dove immergere mani e braccia per raffreddare subito il corpo».