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«Ci sono state due partite in una»

«Ci sono state due partite in una»

Antonutti: «A Siena dovremo giocare una partita da uomini veri e col cuore»

27 maggio 2014
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REGGIO. Delusione a fine gara nelle parole di Michele Antonutti che però non si dà per vinto e già lancia la sfida per gara 5 che a suo dire "non sarà una partita di basket ma una battaglia".

Inevitabile partire dall'arbitraggio e dal tecnico a Silnis. Quanto ha influito sulla gara?

«Diciamo che ci sono state due partite. Una prima di quella fischiata e una dopo. Quell'episodio certamente ci ha colpito e destabilizzato. Abbiamo perso fluidità e quando le cose hanno cominciato a non venire, è calata anche la fiducia. In una partita play off come questa ogni possesso conta e non siamo riusciti a riportare la partita sulla retta via».

Come vede gara 5?

«Sarà guerra. Non può essere diversamente. Siena ha esperienza, ha giocato tante partite dentro-fuori. Giocare una bella partita non sarà assolutamente abbastanza. Dovremo fare qualcosa in più trovandola in noi stessi».

Voi avete giocato partite singole decisive in Eurochallenge. Un'esperienza che ora potete spendere?

«Direi di si. La Coppa è stata un ottimo allenamento che sicuramente potrà essere utile per giocare questo play off. Questa è l'occasione di mostrare chi siamo».

La brutta partenza è stato un altro fattore che ha pesato sulla gara?

«Sicuramente. Quando una squadra forte come Siena ti stacca, è inevitabile che per recuperare tu debba fare un extra-sforzo che poi si rischia di pagare nel finale di gara».

Cosa vi ha messo in particolare difficoltà?

«Un problema è stato che loro sono stati solidi sempre, per tutta la gara. Anche quando sono andati sotto, sono rimasti tutti uniti. Chi entrava dalla panchina riusciva ad entrare subito in partita mettendo una grande intensità e dando un contributo importante come chi era sceso».

Come si prepara la gara decisiva?

«A questo punto però è soprattutto una questione di testa e di cuore».

La capacità di recuperare le energie quanto può pesare?

«Tanto, sia fisiche che mentali».

Riccardo Bellelli