Un tavolo con il sindaco Vecchi
A giorni la consegna della petizione e la richiesta dei tifosi di un’iniziativa per la Reggiana
REGGIO. Si potrebbe dire: missione compiuta. Il popolo granata voleva, ancora una volta, far sentire la propria voce e così è stato. Non solo per il migliaio di sportivi che ha vivacizzato piazza Prampolini nella “Notte granata” ma soprattutto per la raccolta di firme che ha sfondato il muro delle cinquemila. «Forse saranno anche di più – rimarcano gli organizzatori – perché ci sono altri ragazzi in possesso di schede e che non sono potuti venire sabato sera ma ci fermiamo qui». E’ più che sufficiente per far capire che a Reggio c’è ancora uno “zoccolo duro” che soffre, gioisce ed ha a cuore le sorti della Reggiana. A molti sembrerà strano ma è così. La dimostrazione sono le cinquemila firme raccolte in fretta e furia, con slancio più che attraverso una vera e propria organizzazione. Certo, lo slogan “via Barilli” era accattivante ma c’è qualcosa di più a monte: è la precisa volontà di dare una spinta a una Reggiana che da troppo tempo latita nell’inferno della serie C. E’ questo che il popolo granata vuole: ritrovare slancio, forza ed entusiasmo per tifare granata. E’ vero, Barilli ha perso di credibilità agli occhi dei tifosi ma è un pretesto, ciò che conta è riuscire a mettere assieme una società forte perché solo così la Reggiana potrà essere competitiva. E’ questo che la delegazione di tifosi chiederà all’incontro con il neo sindaco Luca Vecchi: mantenere l’impegno assunto in occasione del corteo dell’11 gennaio. Un documento che è ancora di stretta attualità. Creare un tavolo di confronto per fare in modo che alla società si avvicinino gli imprenditori reggiani, pur senza preclusioni per chi, come Pietro Vavassori vuole dimostrare di avere a cuore gli interessi della Reggiana.
Il presidente Alessandro Barilli dovrà spiegare il suo progetto di rilancio della Reggiana e tenere fede a due impegni: fare un passo indietro nella gestione tecnica e affidare la società in mani sicure. Ma ci sarà bisogno anche dei soci di minoranza della Mectiles (Medici e Compagni) e del Banco Emiliano perché non è pensabile, in questa fase, di mettersi a sedere sulla riva del fiume. C’è bisogno di tutti anche del loro entusiasmo e della loro capacità di coinvolgimento del tessuto imprenditoriale. E poi sarà anche necessario chiedere a Pietro Vavassori un pronunciamento, anche se non ufficiale. E’ necessario che Vavassori chiarisca il suo approccio nei confronti della Reggiana anche se, com’è logico, dovrà prima sistemare la sua situazione con la Pro Patria. Ma c’è bisogno di chiarezza, in un senso o nell’altro.
Nelle settimane dopo il corteo dei tifosi si sono svolti molti incontri con imprenditori, politici e amministratori, anche fruttiferi ma ora è il momento di tirare le somme. Di avere le idee chiare sul futuro della Reggiana partendo dal nuovo assetto societario e successivamente dal progetto tecnico. Solo così si può pensare di ripartire.
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