Lazzaretti apre le porte a nuovi soci
«Solo così possiamo pensare a una Correggese che possa giocare in serie C allo stadio Borelli non come una meteora»
REGGIO. Presidente Lazzaretti crede che la vittoria nei play off consegneranno alla Correggese la promozione in serie C?
«Noi vogliamo credere che servano e intendiamo vincere la finale per raggiungere un obbiettivo che ci è stato tolto ingiustamente il 4 maggio. La Correggese merita di giocare in serie C per ciò che ha fatto in campionato e anche nel corso dei play off».
Si sente pronto per il salto nei professionisti?
«Lo voglio fare per Correggio, per la Correggese e per i nostri tifosi. Il passaggio nei professionisti ce lo meritiamo per ciò che abbiamo fatto in questi 4 anni. E’ un doveroso premio a Correggio e ai correggesi che hanno apprezzato chi, lavorando correttamente, porta in alto il nome della città. Le presenze al Borelli lo dimostrano e non lasceremo nulla di intentato per centrare la meta».
La serie C sarà un enorme sacrificio economico, tecnico e organizzativo.
«Per questo vorrei che qualche imprenditore di Correggio si avvicinasse alla società perchè noi vogliamo andare in serie C per rimanerci. Non vogliamo essere una meteora».
In questi anni ha avuto buone risposte a livello di sponsor?
«Purtroppo no ma forse anche per colpa nostra. Probabilmente non siamo riusciti a coinvolgere le forze economiche correggesi ma questo passaggio nei professionisti potrebbe essere la giusta occasione. Le porte della società sono sempre aperte».
Domenica sarà un’altra partita decisiva.
«Mi auguro che domenica sera per Correggio possa essere una doppia festa: da un punto di vista sportivo per la vittoria della Correggese e per l’elezione del nuovo sindaco. Non patteggio per nessuno ma vorrei che il nuovo sindaco abbia a cuore le sorti della società e tenga presente ciò che stiamo facendo. C’è bisogno di un dialogo, ciò che è mancato in questi anni».
Il trasferimento al Cabassi è una scelta obbligata?
«E’ chiaro che se sapremo solo ai primi di agosto se saremo ammessi alla serie C, per ragioni logistiche, saremo costretti a emigrare per avere il tempo di mettere a norma il Borelli. Il mio intento, però, è di giocare la serie C a Correggio tenendo conto dei tempi, delle normative, dell’impegno dell’amministrazione e del possibile nuovo assetto della società».
Lei ha dimostrato una straordinaria coerenza giocando la partita con la Lucchese al Borelli.
«Volevo dimostrare che anche se sono nato a Carpi mi sento correggese. Non volevo dare adito ai soliti discorsi che caratterizzano i carpigiani».
Non vuole perdere l’identità?
«E’ così, noi lavoreremo per giocare al Borelli anche se, come detto, dipende dai tempi e dalla risposta che avrò dagli imprenditori di Correggio».
E’ un appello?
«Per questa avventura nei professionisti occorre rafforzare la società e per questo le porte sono aperte. Non mi interessa coltivare mio orticello».
Lei però è un decisionalista.
«La mia idea è che se faccio qualcosa cerco di metterlo in atto nel migliore dei modi, dunque considero anche la Correggese come un’azienda, anche perché è necessario far quadrare i conti. Le scelte possono essere condivise ma le decisioni le deve prendere chi onora gli impegni e le esposizioni economiche».
La serie C non sarà un salto nel buio?
«Dovremo crescere anche a livello di società con figure professionali adeguate ai ruoli».
Ad Agrigento rimarcano che la Correggese non può essere ripescata due volte.
«Si tratta di due Leghe diverse. Non conosco il regolamento».
Con l’Akragas cosa si aspetta?
«Andremo a Fondi per arrivare primi nei play off».
Sarà un’estate calda per la Correggese.
«Sono vaccinato».
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