«Il club mi ha convinto a non mollare»
C regionale: il bomber della Mecart Cervi: «Dopo 30 anni volevo smettere»
CAVRIAGO. Con grande sollievo per i tifosi della Mecart - e soprattutto per i numerosi appassionati del basket minore - è arrivata la conferma che Simone Cervi giocherà ancora per un'altra stagione. Il bomber in maglia giallonera al termine dell’ultimo campionato di C Regionale chiuso con l’eliminazione ai quarti di finale dei play off contro il Castenaso aveva fatto capire di voler appendere le scarpe al fatidico chiodo. Pressanti impegni di lavoro e una famiglia sempre più numerosa (con il primogenito Tommaso di tre anni a far compagnia al piccolo Leonardo di otto mesi) sembravano infatti precludere al bomber ogni possibilità di poter scendere di nuovo in campo anche nella prossima stagione. Invece non sarà così.
«Ho avuto modo di riflettere a lungo - dichiara Cervi - sui pro e i contro legati alla possibilità di smettere definitivamente con il basket giocato. Alla fine ho deciso di continuare per un altro anno perché la società mi è venuta incontro facilitando così la mia scelta. Nel colloquio che ho fatto con lo staff dirigenziale avevo espresso chiaramente l’intenzione che non sarei più riuscito a dare la mia solita disponibilità causa i frequenti viaggi di lavoro e quindi la scontata necessità di restare vicino alla mia famiglia nel weekend. Il fatto che d’ora in avanti le partite interne della Mecart siano state anticipate oltre all’eventuale possibilità di fare a volte un allenamento in meno mi hanno convinto a continuare per un altro anno».
Cervi si è confermato per l’ennesima stagione miglior marcatore del campionato con 35.3 punti di media a gara, in più ha vinto il prestigioso Premio Piccinini.
«Visto quanto sono riuscito a conquistare nella stagione appena conclusa - rivela Cervi - forse era proprio questo il momento giusto per chiudere la carriera. Ho però deciso di continuare e cercherò di giocare, come sempre, di farlo nel miglior modo possibile. Il mio segreto?Non c’è nessun elisir di giovinezza. Gioco a basket da una trentina d’anni e nonostante tutto continuo ancora a divertirmi come prima; diciamo solo che adesso, differenza di quanto succedeva tempo fa, riesco a gestirmi meglio nell’arco dei 40’. Nei primi due quarti cerco di non eccedere per poi riuscire ad esprimermi al meglio nei successivi venti minuti».
«L’anno prossimo - spiega - mi aspetto un campionato che forse sarà in tono minore rispetto agli anni scorsi nel senso che la società ha deciso di dare maggior spazio ai propri giovani affiancandoli ad alcuni giocatori esperti, come Fantini e il sottoscritto, per farli crescere. Direi comunque che se i valori delle squadre rimangono gli stessi dell’ultimo campionato potremo benissimo puntare ai playoff ma non più ai primi posti perché senza Colla abbiamo perso un giocatore molto importante». (p.m.)
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