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«La Correggese deve giocare al Borelli»

di Wainer Magnani
«La Correggese deve giocare al Borelli»

Mario Macalli è esplicito: «Per fare domanda di ripescaggio occorre avere lo stadio a norma, non sono previste deroghe»

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REGGIO. Il presidente di Lega Pro Mario Macalli avrà mille difetti ma non si può dire che non sia diretto ed esplicito. Ieri si è svolto a Firenze il consiglio di Lega Pro che ha posto all’ordine del giorno i ripescaggi, oltre a un’idea di come andare a comporre i tre gironi della prossima Prima divisione unica. Contemporaneamente a Roma, si è tenuto un vertice con le società di serie D impegnate nei play off e che ambiscono al ripescaggio. Ebbene la grande novità è che la Correggese per poter presentare la domanda di iscrizione ha due pregiudiziali: deve giocare nello stadio dove ha sede la società e l’impianto deve essere a norma secondo le vigenti norme. Nessuna deroga. «Se non ci sono questi requisiti – rimarca Mario Macalli, presidente della Lega Pro – è inutile che la società faccia domanda di ripescaggio perché è out ancora prima che venga esaminata l’apposita classifica. Questo vale per le società di serie D come per quelle di Lega Pro».

Mario Macalli è irremovibile su questo punto: «Senza impianto a norma non si può essere ripescati in Prima divisione unica. Non esiste proprio. Non entro nel merito della classifica che viene stilata dalla Lnd ma a prescindere dalla graduatoria che tiene conto dei vari punteggi e dalle necessarie garanzie, una pregiudiziale è giocare nello stadio dove ha sede la squadra di calcio e avere lo stadio a norma in base alle vigenti disposizioni, vale a dire tremila posti a sedere, impianto di illuminazione e le varie direttive del Gos (videosorveglianza, biglietti nominali, parcheggi ospiti ndr). Se non ci sono questi presupposti sono fuori prima che la domanda venga esaminata».

Facile immaginare quali possono essere le conseguenze per la Correggese: addio alla possibilità di giocare, anche solo per un segmento di campionato, al Cabassi di Carpi ma soprattutto è impossibile pensare di mettere a norma lo stadio Borelli in così breve tempo. E’ bene non dimenticare che la Correggese saprà ufficialmente solo a fine luglio se giocherà o meno nei professionisti.

A Roma, però, come ha rimarcato il dg Marcello Rossi, si è anche parlato di un anno in deroga. «Si tratterà di capire cosa significa un anno di deroga». Mario Macalli, però, anche sotto questo aspetto è inflessibile: «Per i ripescaggi nessuna deroga. Ne possono usufruire solo le squadre che hanno vinto il campionato e dunque approdano nei professionisti. Le vincenti di un campionato hanno ottenuto questa possibilità dalla Federcalcio di avere una licenza in deroga. E credo sia anche giusto ma chi fa domanda di ripescaggio deve avere le carte in regola, stadio compreso. In pratica chi chiede di far parte del mondo professionistico, deve essere a norma per quel campionato».

Per la Correggese, ovviamente, è una doccia gelata perché è impensabile mettere a norma in così breve tempo lo stadio Borelli, senza trascurare l’importante esborso di denaro necessario. Una patata bollente che anche il futuro sindaco si troverà sul suo tavolo appena eletto. E se la Correggese vince i play off ha il 90% di possibilità di avere a disposizione un posto in serie C.

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