«Serve compattezza: l’assemblea farà una scelta ragionata»
Il presidente uscente Renzi prepara la successione Resiste la candidatura del patron reggiano Landi
REGGIO. L’urgenza l’ha sottolineata il presidente della Fip Gianni Petrucci con un messaggio neppure troppo velato: «Spero che la Lega elegga presto il proprio presidente e ci si possa mettere a lavorare insieme per discutere la nuova Convenzione».
Non ufficialmente in lizza («Non me l’ha ancora chiesto nessuno» sta ripetendo da giorni) ma nome credibilissimo da spendere in sede dell’assemblea ormai prossima è quello di Stefano Landi.
Il patron biancorosso può contare sull’appoggio certo di parte degli elettori. Un numero, a oggi, ancora insufficiente per vederlo vincitore ma potrebbe essere lui l’uomo giusto da contrapporre a Fernando Marino, il presidente di Brindisi, caldeggiato dalla maggior parte dei “grandi elettori” che la prossima settimana faranno scivolare il proprio voto nell’urna.
Su Marino spingerebbe forte Milano (appoggiata da Cantù). Mentre Roma continua a premere per Walter Veltroni, uomo di sicuro impatto mediatico. Nella sede di altri club, neppure troppo lontani dalla città del Tricolore, si sta alacramente lavorando dietro le quinte per tirar fuori dal cilindro l’uomo “forte” che Petrucci, neppure troppo velatamente, evoca.
I giochi si faranno il 13 giugno con un’assemblea che, viste le pressioni e considerata l’urgenza, si concluderà certamente con la fumata bianca.
Dovesse farcela Stefano Landi, accontentando chi già da mesi va chiedendo un proprietario sul trono della Lega, entrerebbe in gioco come direttore generale Alessandro Dalla Salda. L’attuale ad biancorosso assumerebbe i gradi di braccio operativo del presidente, pur mantenendo il proprio ruolo nel club reggiano. Decisiva quest’ultima settimana che precede la grande scelta trovare una convergenza e raggiungere quei 12 voti che servono per consacrare il nuovo presidente.
«Sarà una scelta ponderata, ragionata - avverte il presidente di Lega uscente Valentino Renzi - . Ora serve molta compattezza per affrontare le problematiche di natura economica che esistono in questo particolare momento storico. Bisogna compattarsi perché è l’unione che fa la forza. Di questo c’è grande consapevolezza da parte di tutti, visto che tante sono ancora le questioni aperte».
Il riferimento è chiaro. Da un biennio manca la Convenzione per l’organizzazione del campionato di serie A e questo sarà il primo nodo da risolvere per il nuovo presidente. «Aspetti fondamentali sono già in delibera - spiega -. Mi riferisco al sorteggio arbitrale, chiesto e ottenuto dalla Lega o ai premi per l’utilizzo dei giocatori italiani. Manca però altro ed è chiaro che le lacune andranno colmate dialogando con la Fip. Deve esistere un dialogo profiquo con la federazione e, anche se le posizioni potranno divergere, non si dovrà smettere di dialogare perché il fine è sempre lo stesso: il basket. Il suo consolidamento e il suo sviluppo».
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