«Dobbiamo dare ai tifosi quelle gioie che meritano»
Reggiana, Rampi giura fedeltà alla maglia granata: «Un onore indossarla» E scalpita per ritornare: «La dirigenza? Io non posso che parlarne bene»
REGGIO. Francesco Rampi, ventiquattrenne di Foligno, era stato scelto da Pierfrancesco Battistini per la fascia destra della Reggiana. Tra alti e bassi, come tutta la squadra, ha disputato un onesto campionato prima di fermarsi per l’infortunio ad un ginocchio, a quattro gare dalla fine.
Rampi, come sta?
«Ho continuato a fare terapie, ora siamo a posto. Peccato che la stagione sia finita in quel modo: avrei voluto giocare dopo la gara interna col Como perché era tornata ad essere una Reggiana bella ed orgogliosa. Amen, quel che conta è che il mio problema fisico è praticamente risolto».
Al raduno di luglio?
«Ci sarò».
Come è stato il suo primo anno alla Reggiana?
«In certi momenti sono riuscito a dare quel che volevo, altri sono stati meno positivi».
La squadra?
«Avevamo un grande potenziale che non sempre siamo riusciti ad esprimere, è mancata quella scintilla per fare il salto di qualità. Possiamo dire di non essere stati mai fortunati, abbiamo lasciato dei punti per strada e questo psicologicamente l'abbiamo pagato. All’inizio ce la giocavamo con tutte, in casa e fuori, si poteva ottenere qualcosa in più».
Lei è stato impiegato anche come terzino...
«Nel girone di andata si sono presentati problemi coi terzini e mi è stato chiesto di provare ma mi adatto benissimo a qualsiasi ruolo ed ho avuto più possibilità di giocare».
Si è visto il vero Rampi?
«Io do sempre tutto in campo, non mollo mai. In precampionato ho fatto tantissimi gol, cosa non da me. Forse questo aveva illuso qualcuno poi durante l'anno, come accaduto ad altri, non sempre sono riuscito ad esprimermi al meglio ma per questa maglia garantisco che darò sempre tutto. Per me è orgoglio ed onore indossare la maglia granata».
L'avvicendamento di Battistini come lo ha vissuto?
«Ero dispiaciuto come tutti perché era ben considerato anche fuori dallo spogliatoio al quale aveva dato molto sotto il profilo umano e del gioco. Gli stessi giocatori dell'anno precedente ( la Reggiana che si salvò a Cuneo, ndc) erano contenti del feeling creatosi nel gruppo: Battistini ha pagato colpe non sue perché, come si sa, il mister è la prima figura della squadra a pagare»
Dove è fallito il suo progetto, secondo lei?
«Rispondere non è facile. I punti persi per strada che con un po' più di cattiveria si portavano a casa hanno fatto la differenza perché poi, guardando le gare col Como al ritorno e col Vicenza all'andata, squadre che hanno disputato i play off, tra noi e loro non ho visto il gap che dice la classifica».
La squadra non era adatta a giocare sulle fasce o qualcuno degli esterni ha deluso?
«Non saprei, si leggeva sui giornali della poca spinta dei terzini sulle fasce ma la squadra per me giocava bene e solo la mancanza di concentrazione in determinati momenti della partita le ha tolto quei pochi punti che sarebbero valsi, di fatto, i play off».
Col mister Montanari come si è trovato?
«Buon rapporto da subito; ho giocato le prime partite poi il ginocchio mi ha limitato ma mi sono trovato bene. Ha fatto un buon lavoro, con poco tempo a disposizione e pochi obiettivi ha rigenerato l'ambiente perché dispiaceva a tutti che un allenatore avesse pagato per il gruppo. E’ scattato qualcosa in tutti noi».
Lei ha legato subito con il gruppo?
«Sia con la squadra che con la città: in particolare con Bellucci che sento tuttora e Zanetti ma anche con alcuni tifosi. Mi sono trovato bene».
Ha un altro anno di contratto è pronto a rimettersi in gioco?
«E' quello che ci siamo detti nel momento del rompete le righe. Dobbiamo dare ai tifosi quelle gioie che meritano per quello che hanno passato l'anno scorso, con noi e con la vicenda dello stadio».
A Reggio ora si parla della Reggiana in chiave più finanziaria che sportiva. Lei quale idea si è fatto?
«Su questa dirigenza non ho niente da dire perché sono stato accolto benissimo e addirittura il presidente Barilli mi regalò la maglia, che conservo gelosamente in camera mia, il giorno della mia presentazione. Durante la stagione è sempre stata presente sia agli allenamenti sia quando si verificavano problematiche».
Ha gioito per il Perugia in serie B?
«Da suo ex giocatore sono contento, ho vinto un campionato con Battistini, dalla serie D alla Seconda divisione prima di andare in B a Livorno.».
Il prossimo anno sarà il turno della Reggiana?
«Vincere un campionato non è mai facile, ci sono sempre tanti fattori in ballo: l'Entella, fortissima, l’ha vinto all'ultimo minuto dell'ultima giornata. Reggio ha tutto per tornare ad alti livelli sia per la storia che per le potenzialità, vedo molte similitudini tra Perugia e Reggio nell'attaccamento dei tifosi e nelle disgrazie della storia recente».
Juri Panciroli
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