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«Il reggiano Landi potrebbe essere un’ottima soluzione»

di Linda Pigozzi
«Il reggiano Landi potrebbe essere un’ottima soluzione»

Il pesarese Costa sulla nomination del patron biancorosso ma la corsa alla presidenza resta ancora apertissima

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REGGIO. Con la scadenza del mandato di Valentino Renzi che incombe, c’è urgenza che l’investitura del nuovo presidente della Lega arrivi già al termine dell’assemblea in calendario venerdì. Serve un uomo forte che porti avanti un programma condiviso per dar nuova vita al boccheggiante mondo della palla a spicchi di altissimo livello. Serve un uomo d’esperienza che, oltre ad occuparsi di un rilancio mediatico in grande stile, sappia pure toccare i giusti tasti della politica, s’erano detti nei giorni scorsi i presidenti dei club di serie A accorsi sotto la Madonnina per un incontro informale.

A una manciata di giorni dalla votazione, l’uomo forte che da più parti si evoca ancora non ha un volto e un nome. Cosa nota che, dopo le scontate dimissioni di Ferdinando Minucci, presidente di Lega designato e mai incoronato a causa dei guai giudiziari, ci sia una netta spaccatura in seno all’assemblea: di qua un gruppo di club che sostiene la candidatura di Fernando Marino, presidente di Brindisi, di là un altri che annuiscono davanti alla ventilata ipotesi di Stefano Landi. Il patron reggiano di certo non direbbe di no all’investitura e potrebbe decidere di farsi affiancare da un direttore operativo come l’attuale ad reggiano Alessandro Dalla Salda. Ridotte ai minimi termini le possibilità di vedere a capo della Lega Walter Veltroni su cui spinge forte il presidente romano Claudio Toti.

Ma che aria si respira a meno di una settimana dalla votazione? Cosa vanno realmente cercando i club di serie A che da tempo chiedono un nuovo corso?

Costa. «Come prima cosa - rivela Ario Costa, presidente della VL Pesaro - la Lega deve avere un programma da far attuare al prescelto, poi di nomi se ne possono fare mille o pochi ma quello che conta è che tutti i 16 club individuino un percorso comune su cui muoversi».

«Stefano Landi - prosegue Costa - potrebbe essere un’ottima soluzione. Landi corrisponde alla figura che noi vorremmo e che abbiamo disegnato per poter far intraprendere alla Lega un nuovo corso. Sono tanti gli aspetti da sviluppare. Bisogna arrivare a stabilire determinate regole, fondamentali per non rimanere zoppi. Bisogna arrivare a ridurre i costi perché stiamo soffrendo un po’ tutti. E, cosa che interessa tutti, è riuscire a dare una maggiore visibilità al nostro campionato e inziare un lavoro importante anche sul marketing».

Aloi. «Nei nostri incontri, anche informali, abbiamo fatto una serie di valutazioni - spiega Marco Aloi, direttore operativo dello Scandone Avellino - e si è giunti alla scelta di una figura interna che metta in piedi le basi di un programma condiviso. Si andrà a preparare questo programma da presentare poi alle istituzioni sportive e non. Tante società, visto il particolare momento storico, si trovano in difficoltà, e c’è necessità di andare a lavorare in maniera concreta su queste istanze».

«C’è urgenza di interventi - spiega -. In primo luogo si deve intervenire affinché si vada a modificare il rapporto fra costi e ricavi all’interno dei club sportivi professionistici italiani, visto che ora non c’è equilibrio e non si può pensare che i proprietari mettano sempre grandi risorse».

L’ipotesi Landi? «Parliamo di un grande imprenditore, uno dei migliori del nostro paese e non spetta a me dare giudizi su di lui - incalza Aloi -. Noi non abbiamo un nome da proporre o un candidato da portare avanti. L’importante è che il nuovo presidente si impegni nel perseguire gli obiettivi di un programma comune. Riguardo a Stefano Landi, la mia unica perplessità riguarda il tempo che un grande imprenditore come lui possa effettivamente dedicare al lavoro in Lega. Ovviamente non si chiede a un presidente di essere tutti i giorni in Lega, ma almeno nelle prime fasi deve essere molto, molto presente».

Portaluppi. Chiara la posizione di Flavio Portaluppi, gm dell’Olimpia Milano.

«A mio modo di vedere - spiega il gm - c’è stata una fuga di notizie sbagliata e antipatica riguardo a questo argomento. Per la riservatezza è una cosa fondamentale: sarà l’assemblea a decidere. Sull’urgenza di trovare un presidente posso dire che il mandato scade il 30 giugno prossimo e, secondo il mio parere, sarebbe indelicato rimuovere l’attuale presidente Valentino Renzi prima del termine. Se il nome del suo successore non arriverà nell’assemblea in programma il 13 giugno prossimo, la nomina arriverà comunque poco dopo».

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