Gazzetta di Reggio

Sport

L’emozione di Bagatti «Ma avevamo vinto anche il campionato»

L’emozione di Bagatti «Ma avevamo vinto anche il campionato»

«Dopo l’espulsione di Medioli temevo si ripetesse la beffa del 4 maggio contro la Lucchese. Trionfo meritato»

2 MINUTI DI LETTURA





Travolto dalla gioia dei suoi ragazzi, Massimo Bagatti a stento trova le parole per commentare un successo che porta la Correggese nella storia. Stavolta il finale non è amaro per la formazione reggiana che pure ha rivisto tutti gli spettri vissuti poco più di un mese fa contro la Lucchese. Con un uomo in meno, però, è riuscita dapprima ad andare in vantaggio e poi a portarsi a casa la partita, grazie ai rigori.

Bagatti riesce a mantenere l’aplomb che lo contraddistingue. «Credo che questa vittoria sia strameritata per quello che abbiamo fatto da settembre ad oggi. Meritavamo di vincere il campionato già il 4 maggio ma ce l’hanno portato via. Però abbiamo trovato la forza di giocarci alla grande questi pla yoff, siamo stati bravi a vincerli e penso che farlo sia sempre più difficile che vincere un campionato. Siamo riusciti a fare entrambe le cose, perché la vittoria del campionato la sento mia».

Gli scheletri della Lucchese sono riemersi al momento del rigore concesso per fallo di Medioli su Nicola Arena: «Abbiamo pensato che ci fosse una maledizione. Per fortuna l’Akragas ha sbagliato il rigore, però negli spogliatoi ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che dovevamo vincere la partita perché meritavamo la LegaPro. Il merito è tutto del gruppo perché ha espresso valori tecnici e morali al di sopra della media».

Il mister non vuole prendersi meriti, anche se va encomiato per come ha disposto la squadra dopo il cartellino rosso al portiere Medioli. Squadra col 4-3-1-1, corta, a giocare palla a terra e alla ricerca del vantaggio, nonostante l’uomo in meno.

Grande anche il portiere Noci, sia in partita che nei rigori, eroe della finale. «Ha sempre giocato titolare però ho dovuto rinunciare a lui per questa regola del ’95. Ne avevo solo uno in panchina (Arrascue, ndr) e così ho preferito Medioli».

«Il futuro? Ora voglio rilassarmi, perché è dal 24 luglio che stiamo correndo. Le dediche? In primis alla mia famiglia, che fa sacrifici insieme a me».

Quella più importante, però, è per il patron Lazzaretti: «Il presidente è quello che investe e a lui vanno dati i meriti per questo successo. Mi ha dato una grossa opportunità all'inizio dell'anno, c'è stata grande stima reciproca e spero di averlo ripagato con il mio lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google