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«La mia promozione più bella rimane quella con la Reggiana»

«La mia promozione più bella rimane quella con la Reggiana»

LegaPro: Massimo Varini si gode il balzo in B della sua Pro Vercelli ma non dimentica Reggio «Mi ha fatto piacere la telefonata del vicepresidente Fontanili, ora parleremo di Ardizzone e Bani»

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REGGIO. E tre. Con quella appena conquistata con la Pro Vercelli, il direttore sportivo reggiano Massimo Varini ha azzeccato la terza promozione dopo quelle messe a segno con Reggiana e Spezia.

Come a poche da trionfo contro il SudTirol?

«Decisamente bene – dice un Varini finalmente rilassato – dopo la sbornia iniziale adesso a mente fredda ci possiamo godere con più calma questo successo».

Sabato avete rischiato di complicarvi la vita: come mai quell'inizio così difficile'

«Sapevamo di incontrare un squadra forte e libera mentalmente: normale che in campo ci fosse molta tensione. Cosa che non si può dire per i nostri magnifici tifosi: per loro era già una festa ancora prima di iniziare, ma noi sapevamo che non c'era nulla di scontato».

Il giusto finale per una stagione straordinaria?

«Direi di sì. Abbiamo perso una sola partita in tutto il campionato ed avevamo la miglior difesa. Se i numeri contano ancora qualcosa, era giusto che finisse così».

E con questa fanno tre promozioni: diverse in cosa?

«Quella con la Reggiana è stata in assoluto la più bella di tutte, senza nulla togliere alle altre. Ma se ripenso a quella stagione non può che venirmi un nodo in gola. E non posso non pensare a Paolino Ponzo. Bella ed importante anche quella della Spezia, conquistata in una piazza notoriamente non morbida. E poi questa di Vercelli, in una città che trabocca di storia con sette scudetti conquistati».

Come avete festeggiato?

«Proprio perché non c'era nulla di scontato non avevamo preparato alcunché. Alla fine ne è uscita una serata perfettam bellissima».

Messaggeria piena?

«Ovviamente»,

Secondo lei sono tutti messaggi sinceri?

«Non penso proprio ma va a bene così».

I più graditi?

«Quelli degli amici veri. Però posso dire con orgoglio di aver ricevuto anche i complimenti di Marotta».

Della Reggiana si è fatto sentire qualcuno?

«Tanti messaggi e la telefonata del vice presidente Fontanili».

Come si sono comportati Bani e Ardizzone?

«Li ho voluto a Vercelli perché mi sembravano giovani interessanti e adatti per il nostro progetto. Si sono ritagliati il loro spazio se pensiamo anche al contesto di grande qualità nel quale si sono trovati».

A breve dovrà discutere con la Reggiana la loro posizione: la Pro Vercelli che intenzioni ha?

«Ne parleremo non appena ci incontreremo».

E' pronto per il suo primo campionato di serie B?

«Prontissimo e curioso. Sarà la prima esperienza con il calcio che conta e non vedo l'ora di mettermi al lavoro».

Adesso che ha vinto il campionato vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe?

«No, non mi interessa. Posso dire che quello che mi sono guadagnato lo devo solo a me stesso. Posso dire con orgoglio di aver affrontato tutte le categorie dai dilettanti fino alle serie B, ricoprendo più ruoli. E sempre con le mie forze».

Non possiamo non tornare ai suoi ultimi sei mesi in granata. Come li definirebbe?

«Deprimenti. E lo dico per un motivo molto semplice: a me piace lavorare con un team di persone affiatate con le quali rapportarsi e confrontarsi».

In quel contesto non era possibile?

«Sono riuscito a lavorare fino a quando Apolloni non è stato cacciato. Poi basta. Apolloni che tra l'altro ha vinto la Coppa slovena e il prossimo anno disputerà la Europa League. Forse non era così male e i problemi erano altri».

Cristiana Filippini

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