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«Landi presidente di Lega? Adesso non è il momento»

di Linda Pigozzi
«Landi presidente di Lega? Adesso non è il momento»

Il numero uno della Virtus Renato Villalta in vista dell’assemblea di venerdì «Propongo Veltroni come traghettatore, la priorità ora è cambiare lo statuto»

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REGGIO. «Vedo i nomi che girano per la presidenza di Lega: Stefano Landi, Fernando Marino, persone che conosco, stimo e rispetto. Penso però che non siano loro quelle giuste in questo particolare momento».

Renato Villalta, presidente della Virtus Bologna, ragiona sull’elezione del presidente della Lega. Se tutto andrà come in tanti auspicano, l’uomo nuovo che prenderà il posto dell’uscente Valentino Renzi sarà nominato già nell’assemblea in programma venerdì.

«Anche se m’inimicherò tutti, la mia idea ora è un’altra - spiega il numero uno delle V nere -. Adesso bisogna modificare lo statuto per poter dare al presidente dei poteri reali per poter cambiare le cose. Ne abbiamo parlato a lungo nell’ultima riunione informale che abbiamo fatto a Milano. E siamo arrivati alla conclusione che c’è tanto da fare: bisogna rivedere il prodotto, trovare qualcuno che vada a interloquire con le istituzioni, con il Coni e con la Fip, serve un lavoro approfondito di marketing. Per attuare tutto questo si devono prima di tutto dare poteri reali al presidente e affinché questo avvenga, va cambiato lo statuto. Bisogna quindi dare deleghe chiare a un uomo super partes: un traghettatore che per un periodo limitato, parliamo di tre, quattro mesi, guidi questo cambiamento. Un presidente di società, un proprietario non può svolgere questo ruolo. Il discorso sull’uomo forte, a mio avviso, potrà arrivare soltanto in un secondo momento».

«Ora serve una figura diversa - spiega -. A chi penso? Ad esempio al presidente onorario Walter Veltroni. Nominiamo un presidente come lui che ci porti a cambiare lo statuto, poi quando le regole saranno diverse possono venire fuori tutti gli altri nomi: Stefano Landi, Fernando Marino, Claudio Toti. Parliamo di persone in gamba che meritano certamente di essere a capo della Lega e che di sicuro potrebbero dare molto ma aspettiamo che si cambi lo statuto».

Visto l’impasse del post Minucci, nei giorni scorsi s’era mosso il presidente della Fip Gianni Petrucci ribadendo l’urgenza dell’elezione del nuovo presidente. «Francamente non capisco questa fretta - chiarisce il presidente bianconero -. Il regolamento a proposito è molto chiaro c’è tempo fino a un mese dopo la decadenza del presidente per eleggere il suo successore. Il mandato di Renzi scadrà il 30 giugno, c’è tempo quindi sino a fine luglio. Abbiamo commesso scelte che si sono poi rivelate sbagliate, non facciamone altre solo perché abbiamo fretta».

«Serve un cambiamento vero e profondo - conclude - che non può prescindere da un cambiamento dello statuto. Non possiamo pensare di andare avanti sempre sulla stessa strada. Non possiamo permetterci di commettere sempre gli stessi errori perché vediamo dove siamo arrivati. Oggi siamo sulle macerie e dobbiamo rialzarci. Ci servono regole certe, aggiornate, per il bene del basket che è uno sport meraviglioso. Non continuiamo a pensare solo al nostro giardinetto. Le mie idee le ho espresse in una mail che, la scorsa settimana, ho inviato a tutti i presidenti di Lega. Soltanto da uno ho ottenuto risposta. Se le cose stanno così, se queste mie idee devono cadere nel vuoto, non manderò nessuno a rappresentare il club all’assemblea di Lega del 13 giugno. Io, come avevo già detto, non avrei potuto esserci in ogni caso....».

Vescovi. Telegrafico sulla questione il presidente della Pallacanestro Varese Cecco Vescovi. «Le valutazioni si faranno nell’assemblea di venerdì - dice - perché quella è l’unica sede preposta. Abbiamo avuto un incontro informale in cui, è vero, non c’è stata convergenza su un nome ma sul programma che il nuovo presidente dovrà attuare, sì. Ed è importante che ci sia unità su questo programma che dovrà poi essere portato avanti».

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