«Avevo già deciso di smettere ma se ci fosse quel derby...»
CORREGGIO. Un Danilo Zini raggiante accetta di fare due chiacchiere all'indomani della vittoria dei play off che quasi certamente garantiranno un posto tra i professionisti alla Correggese. Un...
CORREGGIO. Un Danilo Zini raggiante accetta di fare due chiacchiere all'indomani della vittoria dei play off che quasi certamente garantiranno un posto tra i professionisti alla Correggese. Un "ragazzino" di 36 anni che è ripartito dai dilettanti e ha dimostrato di non essere ancora a disposizione dei rottamatori di turno. Con entusiasmo e saggezza, Zini ha riassaporato il significato della parola vittoria, in un contesto del tutto nuovo. E questo rinnovato spirito potrebbe farlo ricredere sul già preannunciato ritiro dal calcio giocato.
«Dopo quanto capitato lo scorso 4 maggio con la Lucchese non se l'aspettava nessuno», esordisce Zini. Ora,sembra quasi sicuro il ripescaggio. Speriamo che il presidente faccia la richiesta, ma conoscendo Lazzaretti non dovrebbero esserci problemi».
Ci sono "vittime" dei festeggiamenti?
«A quanto ne so, no. A causa della mia vecchiaia, sono stato uno dei primi a tornare a casa. Siamo arrivati verso le 3, c'è stato traffico, diverse soste in autogrill. Un'emozione unica. Qualcuno ha aspettato il nostro arrivo in piazza. C'era anche il nuovo sindaco ed abbiamo improvvisato una festa».
A 36 anni, che sapore ha questa promozione?
«Inaspettata. Quando ho deciso di venire qui perché a Reggio avevo capito di non rientrare nei piani tecnici, avevo già valutato diverse ipotesi. A livello di LegaPro ormai i giochi erano fatti, la Correggese invece mi piacque subito».
Qual era il rischio?
«Scendere nei dilettanti non significava automaticamente fare bene. La società però ha usato le parole giuste: ho apprezzato l'organizzazione, gli allenamenti al pomeriggio».
Il segreto del successo?
«La mattina della prima partita, la società ingaggiò Luppi. Capii subito che potevamo fare le cose in grande. Da quel giorno ho capito che dovevo dare tutto me stesso, perché c'era un allenatore preparato tatticamente e umanamente. Bagatti ha saputo costruire un gruppo eccezionale. Non è retorica, è stata l’arma in più».
Dopo il ko con la Lucchese, era destino che vinceste i play off?
«Nessuno, fuori, ci credeva più. E tra di noi in pochi ci credevano. Questi play off li abbiamo vinti alla prima gara con la Massese, a porte chiuse. Una partita perfetta, un 4-0 fatto di bel calcio e mentalità vincente».
E' una promozione paragonabile ad altre della sua carriera?
«La cosa bella di quest'anno, per me, è essermi rifatto una reputazione a livello personale e non tanto come giocatore. Sentire i compagni dichiarare che grazie al mio aiuto sono cresciuti tanto e magari l'anno prossimo li rivedrò in B, beh, è una soddisfazione impareggiabile. Ovviamente la promozione con la Reggiana in C1, la trasferta di Castelnuovo Garfagnana rimarrà nella mia testa per sempre. Ma sono gioie diverse. Quest'anno è stato un miracolo».
E' questa l'ultima gioia per lo Zini calciatore?
«Fino alla settimana scorsa pensavo al banco che ho con mio padre al mercato. Comunque di rimanere nei dilettanti, ma senza tagliare di netto col calcio che conta. Non so, avevo questa idea di fermarmi. Orta voglio capire cosa vuol fare la Correggese, però…»
…La stuzzica il derby con la Reggiana?
«Ovviamente. Quel giorno so per certo che mi tremerebbero le gambe. Fare il derby contro la squadra in cui ho militato per più di metà della mia vita è una cosa speciale».
Se la sente di continuare?
«Un po' stanco lo sono, però in tanti continuano a chiedermi perché vuoi smettere? Ti vedo in forma. Penso di aver fatto un buonissimo campionato, però la LegaPro è un'altra cosa. Se mi venisse chiesto di continuare e fisicamente non mi sentissi pronto, non illuderei nessuno».
Roberto Tegoni
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