«Facendo le giuste scelte tornerà l’amore dei tifosi»
Legapro, il capitano della Reggiana Beppe Alessi guarda al futuro della squadra «Servono giovani di talento che andranno integrati con qualche pezzo grosso»
REGGIO. Dalla spiaggia di Mondello il capitano Beppe Alessi si sta rigenerando per la prossima stagione. Vacanze, le sue, partite in ritardo per partecipare al Corteo Matildico nel ruolo dell’imperatore Enrico V.
«Bella e gratificante esperienza - dice a proposito -. Ho conosciuto tante brave persone ed è stato un onore ricoprire quel ruolo. Seppur abituato al pubblico ero molto teso».
Da attore ad allenatore dei Regia Camp…
«Per un giorno farò anche l’allenatore perché mi piace stare coi bambini…in attesa che crescano e partecipino i miei».
Parlando di Reggiana, da dove si riparte?
«Dalla voglia di fare un campionato all’altezza del nome Reggiana; basta poco con quelle tre-quattro scelte importanti e tornerà anche l’amore dei tifosi».
I tifosi vogliono una società più forte economicamente e con persone giuste nei ruoli chiave. Da capitano ha qualche novità a tal proposito?
«Non so nulla della società e nemmeno so quando e dove ci sarà il ritiro».
Ha risolto i problemi muscolari?
«Era un piccolo stiramento che col riposo è rientrato in un paio di settimane».
Quale sarà il suo compito il prossimo anno?
«Dare una mano per integrare i giovani e far capire loro che venire a Reggio non è come andare al Canicattì».
Si sente di portare sulle spalle la squadra?
«Io da solo posso fare ben poco, darò tutto me stesso come ho sempre dato, ma non posso essere io solo a tenermi tutto sulle spalle. Dovremo collaborare tutti insieme: società, calciatori e tifosi».
Reggerà un campionato di quaranta partite?
«Quest’anno ne ho saltate solo tre per squalifica e una per infortunio. Al momento direi di sì».
Se arrivasse un tecnico che non vede il trequartista si sacrificherebbe “alla Pirlo”?
«Da giovane ho giocato davanti alla difesa e mi piace pure ma sono scelte che valuterà il mister perché il mio compito è smistare tanti palloni».
Il tecnico Montanari meriterebbe la conferma?
«Non so se meriterebbe la conferma ma posso dire che ha lavorato bene nello spogliatoio, ha capito i nostri problemi ed è uno per bene».
L’ossatura della squadra è sempre la stessa da anni e non brilla: problemi psicologici?
«Bastano quelle due-tre partite che girano bene e prende fiducia tutto l’ambiente facendo scattare tutto il meccanismo».
Tornano le retrocessioni: meglio giovani scommesse o uomini di categoria?
«Dipenderà dal budget ma è una domanda per dirigenti. Qualche giovane che faccia fare il salto di qualità con la sua esuberanza ci vuole e poi integrare con qualche pezzo grosso».
Se dovesse scegliere tra i giovani dell’anno scorso?
«Brunori Sandri e Solini mi sono piaciuti, Cavion ci può stare ma la realtà è che in una annata tribolata è difficile stabilire il potenziale di tutti».
La maglia granata attrae ancora?
«Non è più come una volta quando le maglie avevano un valore e sapendo che oggi ci sono molte incertezze nel nostro mondo, ci sta che qualcuno voglia spuntare un ingaggio più alto scegliendo squadre meno blasonate».
Quattro anni di contratto davanti. Smetterà oltre i quarant’anni?
«Ne è previsto uno da giocatore e gli altri tre vedremo col presidente di trovare un posto all’interno della squadra, magari nel settore giovanile».
Juri Panciroli
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