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Il bacio del papa al piccolo Davide

di Linda Pigozzi
Il bacio del papa al piccolo Davide

La grande emozione alla festa dei 70 anni del Csi, il bimbo è figlio di due atleti dell’Arbor

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REGGIO  EMILIA. «Vedere papa Francesco che si ferma davanti a noi, accarezza mio figlio Davide di soli tre mesi e mezzo, lo solleva e lo bacia è stata un’emozione talmente forte che davvero non si può descrivere».

E pensare che Elena Iori, 34enne pallavolista dell’Arbor, per un attimo aveva pensato di non scendere a Roma per la grande festa per i 70 anni del Centro sportivo che si è celebrata sabato pomeriggio in piazza San Pietro.

«Mio marito (Marco Martinelli, suo coetaneo e anche lui giocatore di volley dell’Arbor, ndr) ha avuto un imprevisto al lavoro - spiega - e mi ha detto che non poteva salire sul pullman organizzato dalla nostra società. Ci teneva però moltissimo a partecipare alla giornata di festa e così si è organizzato per arrivare a Roma in treno. Senza di lui e con un bambino così piccolo, sono stata indecisa se partire. Poi ho seguito il mio istinto e, all’alba di sabato, sono salita sul pullman dell’Arbor».

Sul pullman, una trentina di atleti, dirigenti e genitori di giocatori tesserati per lo storico sodalizio reggiano.

«Siamo arrivati in piazza San Pietro - spiega Elena - attorno alle 14 e c’era un caldo pazzesco. Per non far affaticare Davide mi sono messa all’ombra sotto il colonnato. Mio padre è invece rimasto attaccato alla balaustra per ore e mi ha tenuto il posto. Quando, circa quattro ore più tardi, ci hanno detto che papa Bergoglio sarebbe passato da quella parte mi sono avvicinata. Tante persone sono state gentilissime vendendomi con un bimbo così piccolo e mi hanno lasciato passare. Ho raggiunto mio padre ma non potevo immaginare quello che sarebbe poi successo».

Piangeva il piccolo Davide mentre la papa-mobile passava davanti alla delegazione arborina. «Una guardia ha guardato il mio bambino, si è girato e ha detto all’altra guardia di fermarsi. A quel punto mio padre che è molto alto ha sollevato Davide in modo tale che il pontefice potesse accarezzarlo».

Non s’è fermato a una carezza, papa Francesco.

«Emozionatissimo, mio padre ha sollevato il nipotino e glielo ha passato affinchè che il papa potesse prenderlo in braccio e baciarlo. Davide, che era agitato e piangeva, si è improvvisamente calmato ed è rimasto buono fino a che è rimasto in braccio al pontefice. Forse il papa ha anche detto qualcosa ma mi è stato impossibile capire. C’erano troppe emozioni violente in me, in quegli istanti. Tutti vicino a noi piangevano, non solo persone del nostro gruppo sportivo ma anche altri sportivi che non conoscevamo. Mia madre, commossa, tremava. Io non ero lucida e non lo sono stata neppure per tutta la serata».

«Purtroppo mio marito Marco non ha visto quel momento meraviglioso - prosegue la giovane reggiana, maestra di scuola primaria -. E’ arrivato in piazza soltanto pochi minuti più tardi. Potrà rivivere tutto nelle immagini che la tv vaticana ha registrato e che mi è stato detto ci saranno inviate. Per fortuna c’è la bellissima fotografia che ha scattato mia sorella Silvia, anche lei giocatrice dell’Arbor che, nonostante l’emozione, è riuscita a immortalare quel momento».

«La sera - conclude - siamo abbiamo raggiunto il Centro Giovanni XXIII dove abbiamo pernottato e Davide è stato il protagonista assoluto: tanti sportivi di città diverse volevano vedere il bambino che papa Francesco aveva baciato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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