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«Se non troviamo sponsor chiudiamo»

«Se non troviamo sponsor chiudiamo»

Volley A2, Oreste Tesauri, presidente della Crovegli: «Agli imprenditori e alle istituzioni non interessa nulla del nostro club»

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REGGIO. Settimana decisiva per il destino dell’A2 griffata Crovegli.

«O troviamo qualche sponsor importante o si chiude».

A dirlo a malincuore è il presidente giallorosso Oreste Tesauri che, se da un lato denuncia una volta di più l’indifferenza di sponsor e grandi imprenditori, dall’altro sottolinea gli sforzi per tenere in vita il sogno dell’indimenticato fondatore Walter Crovegli, della sua famiglia e dello staff, giocatrici comprese.

«Per non parlare dei tifosi e delle tante società locali come Giovolley, Arbor, Cvr e tante altre che ci hanno contattato per collaborare con noi - aggiunge - questa è la vera novità del momento, un movimento pallavolistico vivo e capace di fare grandi sforzi che però non trova alleanze sul territorio. Essendo ancora in piena incertezza purtroppo non abbiamo infatti potuto rispondere a queste richieste di collaborazione: finché non sapremo quale sarà il nostro destino non possiamo fare promesse».

Anche giocatrici e allenatore sono in stand-by?

«Sì, anche se non siamo nella posizione di poter legare nessuno, sono tutti in attesa perché vorrebbero rimanere con noi e questo ci motiva ancora di più. La stessa Soraia, che al momento è tornata in Brasile, è in constante contatto con noi in attesa di buone nuove».

Quanto manca per poter fare quella telefonata?

«Al momento grazie agli sforzi della famiglia Crovegli e di alcuni sponsor siamo al 50% del budget, ma se non arriviamo almeno al 70% non possiamo pensare di iniziare la stagione. Credetemi, stiamo facendo tutto il possibile ma alcune porte di grandi aziende non si sono nemmeno aperte per comunicare un rifiuto».

L’indifferenza regna sovrana...

«Sì, scusate la franchezza ma dalle istituzioni ai grandi imprenditori l’impressione è quella che della Crovegli e della pallavolo a Reggio importi poco. E non lo dico per farci compatire, la mia è solo una constatazione. Alcuni hanno speso parole, sì, ma i fatti non si sono mai visti e senza certezze non si può partire».

L’asticella è spostata verso la rinuncia?

«No, una decisione non è ancora stata presa perché speriamo di avere presto novità dai contatti che abbiamo, la riprova è il fatto che ci è stato chiesto di vendere il titolo ma abbiamo rifiutato. La Federazione vuole una risposta entro il 27 giugno, abbiamo ancora un po’ per cercare aiuti».

I conti della passata stagione sono chiusi?

«La maggior parte sì e gli altri saranno chiusi a breve. Abbiamo fatto grandi sforzi per terminare l’anno in pareggio e ci siamo riusciti grazie a diversi aiuti, adesso però per ripartire servono condizioni diverse. Speriamo di riuscire a trovare una soluzione e di iniziare un nuovo campionato di A2 rigorosamente a Rivalta».

Francesca Manini

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