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Tra Landi e Marino c’è... Veltroni

Tra Landi e Marino c’è... Veltroni

Il patron della Pallacanestro Reggiana appare in svantaggio ma tre club sono indecisi

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REGGIO. Landi, Marino o Veltroni? Oggi pomeriggio a Bologna si eleggerà il nuovo presidente della Lega. A poche ore dall’assemblea di presidenti e massimi dirigenti delle 16 squadre che hanno partecipato al campionato, la situazione resta incerta, con almeno due candidati interni al movimento, Stefano Landi e Fernando Marino, che si sfideranno per la poltrona di numero uno. A loro è stato affiancato anche Walter Veltroni, l'ex segretario del Pd ed ex sindaco di Roma che è già presidente onorario.

LE VOTAZIONI. Ognuno dei presidenti di club, o un loro delegato ufficiale, che nel caso della Pallacanestro Reggiana è l'ad Alessandro Dalla Salda, voteranno per eleggere il presidente di Lega che dovrà prendere il posto del dimissionario Minucci, l'ex numero uno del Siena finito nei guai.

Per venire eletto il nuovo presidente avrà bisogno dei 2/3 dei voti, ossia 12 preferenze su 16. Numeri non semplici da raggiungere, in particolare in un momento complesso come quello attuale; questa situazione rende difficile ogni previsione. Nessuno dei candidati sembra al momento avere dalla sua un numero sufficiente di preferenze.

LANDI INSEGUE. Stando alle dichiarazioni di questi giorni e a quanto emerso dall'ultima assemblea, al momento il favorito sarebbe il presidente di Brindisi, Fernando Marino. Su di lui convergerebbero Milano, Cantù e Varese, l'antica nobiltà del basket lombardo cui si aggiungerebbero Sassari e Avellino, oltre alla stessa Brindisi. Sei voti in totale.

A fianco di Stefano Landi paiono schierate Pistoia, Pesaro, Cremona e Caserta, oltre alla Pallacanestro Reggiana, per un totale di cinque voti. La candidatura di Veltroni è sostenuta da Renato Villalta, presidente della Virtus Bologna e Claudio Toti, numero uno di Roma. Tra gli indecisi restano Montegranaro, il vulcanico presidente di Venezia, Brugnaro e l'imprevedibile Siena, destinata a ripartire dalla B anche in caso di scudetto.

GLI SCENARI. Se i voti si pesassero in base al potere economico e politico delle società, inutile dire che l'appoggio delle lombarde, con Milano in testa, oltre a quello dell'emergente Sassari, renderebbero la candidatura di Marino inattaccabile. Se è netta l'opposizione tra questa fazione e quella dei "veltroniani" Toti e Villalta, diverso è il discorso per Venezia e Siena, che potrebbero convergere sul numero uno brindisino, facendo salire a otto il totale dei "mariniani".

La retrocessa Montegranaro, in preda a grosse difficoltà economiche, spera nel ripescaggio ed il suo interesse è legato a questo oltre che ai criteri relativi all'iscrizione delle società al prossimo campionato. Se non dovessero riuscire a far valere il peso politico del proprio candidato, Roma e Bologna probabilmente spingerebbero per un esterno alla Lega, oppure, come preannunciato da Villalta, per un candidato a interim, che potrebbe essere anche Valentino Renzi. Infine, c'è anche la possibilità di far slittare tutto al 27 giugno.

Daniele Valisena

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