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Troppi italiani in campo, così non va

Troppi italiani in campo, così non va

La Ue contesta alla Fip l’utilizzo eccessivo di giocatori nazionali

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REGGIO. Troppi giocatori stranieri in campo nella serie A del basket italiano?

Non secondo l'Unione Europea, che potrebbe intimare alla Fip di modificare il regolamento relativo al numero minimo di atleti italiani nei roster delle società professionistiche.

La Federbasket nazionale sta infatti elaborando le proprie considerazioni difensive per rispondere a un esposto che qualcuno, probabilmente un giocatore professionista o un agente, avrebbe presentato alla Commissione lavoro dell'Unione europea in merito alle limitazioni relative al numero di italiani che le squadre sono obbligate a tesserare.

Secondo l'esposto infatti il limite al numero di stranieri (con le due formule del 5+5 o di tre extracomunitari, quattro di area Fiba e cinque italiani), che impongono a tutte le squadre di avere in rosa almeno cinque italiani per regolamento, andrebbe contro la libera circolazione dei lavoratori comunitari all'interno dell'Ue.

La Corte europea potrebbe così intimare alla Federazione italiana pallacanestro di modificare il proprio regolamento, liberalizzandolo, una decisione che, provenendo dal massimo organo giudiziario europeo, non sarebbe contrastabile, e che potrebbe portare a sanzioni, anche di tipo pecuniario, per la Fip, le cui casse non sono certo in grandi condizioni (si parla di 25 milioni annui di budget).

Un provvedimento che rischia di penalizzare i tentativi di squadre come Reggio Emilia che a fatica sono riuscite a lanciare ad alti livelli prodotti del vivaio e giocatori comunitari di livello; dei i quali Melli, Cervi, Silins ed il nuovo arrivato Della Valle sono il concreto simbolo. (d.v.)

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