Lorenza Paoli: «Il Ligonchio sarà la mia rivincita»
E’ l’allenatore-donna della squadra di Terza categoria: «E’ un sogno che si realizza, sono felice»
LIGONCHIO. Lorenza Paoli, come mai la scelta di allenare il Ligonchio?
«Per quindici anni ho giocato a pallone a Montale arrivando fino alla serie A2. Il calcio è la mia passione ma per problemi di lavoro (è impegnata nell’agriturismo Bar25 a Casalino ndr) ho dovuto appendere le scarpe al fatidico chiodo. Mi è stato chiesto di dare una mano al Ligonchio e ne sono entusiasta».
Debutta in Terza categoria?
«Inizio dal basso ma va bene così».
Cosa l’ha spinta?
«Per me è un sogno nel cassetto che si realizza. E’ importante fare qualcosa per Ligonchio. Io per soddisfare la mia passione per il calcio sono stata costretta a lunghe trasferte. Sono contenta, orgogliosa e soddisfatta della fiducia che mi è stata concessa».
Non la spaventa entrare in un mondo prettamente maschilista?
«Paura no, anzi questa avventura mi carica perché avrò la possibilità di dimostrare che il calcio non appartiene solo ai maschi ma anche alle femmine».
Si sente sicura?
«Sì, perché ho giocato per tanti anni e conosco la materia. Diciamo che può essere anche una piccola rivincita».
Avrà tutti gli occhi puntati.
«Questo mi fa piacere perché avrò la possibilità di dimostrare che anche le donne possono allenare i maschi. So che ci sarà molta curiosità ma ce la metterò tutta per essere all’altezza».
L’unico precedente, nelle squadre dilettanti reggiane, è stato a Rolo con Milena Bertolini che quest’anno ha vinto lo scudetto col Brescia.
«Diciamo che sarò la seconda donna-allenatore dei maschi. E’ già una soddisfazione».
Che squadra è il Ligonchio?
«Sono dei ragazzi che mettono impegno e dedizione».
Sono tutti di Ligonchio?
«I locali sono rimasti pochi, però sono tutti giocatori del nostro appennino».
Cosa dirà ai giocatori il primo giorno?
«Dirò ciò che hanno sempre detto a me: in tutte le categoria ciò che conta è divertirsi e fare gruppo, poi i risultati saranno una conseguenza».
Vuole subito vincere il campionato?
«Fare il meglio possibile, del resto anche loro saranno sotto esame proprio perché saranno allenati da una donna».
Che ha più o meno la stessa età?
«In effetti, a luglio festeggio 35 anni».
La chiameranno Lorenza?
«No, in campo per loro sarò il mister».
E se ci sarà bisogno di alzare la voce?
«Lo farò senza tanti scrupoli. Da loro pretendo rispetto come io sarò rispettosa di loro ma sono certa che non ci sarà nessun problema perchè sono ragazzi intelligenti».
Ha studiato la tattica?
«Ho già iniziato a documentarmi e avrò anche la possibilità seguendo il Mondiale di avere ancora più informazioni. Mi guarderò attorno e copierò i grandi allenatori».
Ha un modello di allenatore da seguire?
«A livello internazionale Carlo Ancelotti. Mi ispiro a Prandi e Stefani i tecnici che ho avuto a Montale. Ho avuto esperienze alla Primavera del Montale e della Reggiana».
Andrete in ritiro per preparare la stagione?
«Abbiamo il problema del campo. A Ligonchio giochiamo la domenica ma ci piacerebbe usufruire di un altro campo che sia a metà strada come a Gatta per poter svolgere la preparazione. Il Ligonchio è composto da dilettanti veri, senza rimborsi spesa, anzi si pagano tutto: scarpe e benzina. So cosa significa fare tre allenamenti la settimana».
Wainer Magnani
