«Voglio dimostrare di essere da serie A»
Matteo Frassineti è vicino a salutare Reggio: «Sono migliorato molto quest’anno e vorrei avere l’occasione di giocare»
REGGIO. «Io sono molto determinato e la determinazione paga. Voglio dimostrare di essere un giocatore di serie A ma mi devo mettere nelle condizioni di poterlo fare».
Suonano già come un saluto, le parole di Matteo Frassineti soltanto un comprimario nella Grissin Bon 2013/14. Eppure la stagione appena conclusa ha rappresentato un momento di crescita importante per la guardia di Forlì.
Resterà nella nuova Grissin Bon, a oggi soltanto in embrione?
«La Pallacanestro Reggiana su di me ha un’opzione contrattuale per il prossimo anno. Con la società c’è già stato un incontro, solo una chiaccherata in cui ho espresso le mie idee. Ci siamo presi qualche giorno per riflettere, dandoci appuntamento per fine mese. Infondo per decidere c’è tempo sino al 30 giugno...».
Nel frattempo parteciperà con la maglia biancorosso alla Summer League di Imola...
«Stare a Reggio è un piacere. Mi sto allenando assieme a molti ragazzi del settore giovanile ed è importante per mantenermi in condizione: voglio arrivare ad agosto al massimo della forma».
La stagione è stata lunga e faticosa, neanche un po’ di riposo?
«E’ vero, sono stati tanti gli impegni ma la stagione è stata positiva. Abbiamo vinto il primo trofeo europeo della storia della Pallacanestro Reggiana e raggiunto i play off in campionato. Gli sforzi sono stati compensati. A luglio riuscirò a prendermi una decina di giorni di vacanza, poi tornerò al lavoro».
Confessi: guardando la finale fra Milano e Siena ha pensato che avreste potuto esserci anche voi?
«Avevamo la possibilità di andare avanti, di superare i quarti, questo è certo....».
Soddisfatto della sua stagione? Avrebbe preferito avere più spazio in campo?
«Quando sono arrivato a Reggio i patti erano chiari. Max (il coach Menetti, ndr) fu onestissimo. Per me i minuti in campo sarebbero stati zero. Tutto quello che fosse venuto, me lo sarei guadagnato. Mi dispiace perché tutti i miei miglioramenti non hanno trovato uno sbocco in campo nell’ultima fase del campionato».
Davanti aveva White e Kaukenas, non proprio gli ultimi arrivati...
«Infatti. Non ne faccio una colpa a nessuno. Sono soltanto dispiaciuto perché sono maturato parecchio durante la stagione».
A cosa si riferisce?
«Sin da bambino mi capitava di prendermi pause mentali. Ora sono migliorato e mentalmente sono più forte. Se giochi 3’ non puoi permetterti di avere delle pause. E’ difficilissimo essere chiamati e fare bene nei pochi minuti che ti sono concessi. Non è semplice essere pronti sempre e comunque. Durante il campionato mi è capitato e di questo sono molto contento».
Cosa spera per la prossima stagione?
«La determinazione paga. Sempre. L’esempio di Marco Belinelli è emblematico. Io voglio dimostrare di essere un giocatore di serie A, ma devo anche mettermi nelle condizioni di poterlo fare. Voglio continuare a giocare in questa categoria e desidero trovare spazio in campo. A Reggio mi sono trovato benissimo e ho sempre sentito tanto affetto da parte di tutti. Incontrerò lo staff societario nei prossimi giorni, vediamo cosa succederà».
In queste ore OJ Silins sta tentando di realizzare un sogno grandissimo in Nba. Cosa gli augura?
«Di riuscirci, naturalmente. A lui auguro un futuro luminosissimo. Credo però che per riuscire in quel mondo, prima debba fare passi importanti. Ojars è un ragazzo splendido: educato, silenzioso. Troppo educato e troppo silenzioso, però, e in quel contesto può essere un difetto. Deve fare attente valutazioni, non è così automatico che là gli vada bene».
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