La Crovegli rinuncia all’ A2 e dice addio al volley
Scarse risorse e nessun aiuto dalle istituzioni dietro ai motivi della scelta della dirigenza del maggior club femminile della provincia
REGGIO. La Crovegli dice addio al volley a causa della mancanza delle risorse economiche necessarie per affrontare il campionato di serie A2. La decione è arrivata dopo un summit societario svoltosi nella tarda serata di mercoledì. Finisce così la storia del club che era diventato il punto di riferimento del movimento provinciale con la storica promozione dalla B1 di due anni fa e la disputa del campionato di A2 nelle ultime due stagioni. I motivi sono di natura economica, come spiega il presidente Oreste Tesauri, che dall'ottobre 2013 ha assunto la guida della società dopo la scomparsa del fondatore Walter Crovegli nel settembre scorso.
«E' una decisione che assumiamo con immensa tristezza - specifica Tesauri, che raccoglie il pensiero della famiglia Crovegli rappresentata dalla vedova di Walter, Dolores, e dalle figlie Morena e Monica -. Ci abbiamo provato sino alla fine, mercoledì sera però ci siamo dovuti arrendere di fronte all'evidenza. La mancanza di risorse economiche, nonostante i vari tentativi effettuati con istituzioni e aziende importanti, è una realtà oggettiva per chi, come noi, non voleva certo cominciare la stagione senza i fondi necessari».
Il club non disputerà neppure un campionato di categoria inferiore.
«Per noi aveva senso proseguire nel sogno di Walter di mantenere una squadra di alto livello, non potendo perseguire questo intento la decisione è stata quella di rinunciare a qualsiasi attività. Parecchie realtà, e di questo ne siamo orgogliosi, ci avevano chiesto di collaborare ma la condizione imprescindibile era quella della copertura economica. Confermiamo inoltre che il titolo della Crovegli non andrà a nessun altro club».
«Ci abbiamo provato fino all’ultimo - spiega Tesauri - nessuna strada è stata lasciata intentata ma non ci sono le condizioni per continuare. E’ una sconfitta personale, certo, noi non siamo bravi a fare questo mestiere perché non è il nostro e ce ne assumiamo tutte le responsabilità, ma lasciatemi dire che è anche una grande sconfitta per la pallavolo e per tutta la città di Reggio».
Il riferimento, non velato, è ai tanti appelli andati a vuoto lanciati alle istitutzioni proprio da Tesauri sulle colonne della Gazzetta di Reggio: il primo l’8 aprile, proprio dopo il miracolo Crovegli della salvezza complici gli acquisti di Soraia e Polak sul gran finale, e l’ultimo due settimane fa, al chiaro grido di «Se non troviamo uno sponsor chiudiamo».
