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Crovegli senza sponsor dice addio alla pallavolo

di Francesca Manini
Crovegli senza sponsor dice addio alla pallavolo

E’ ufficiale la decisione di non iscriversi al campionato e chiudere l’attività. L’urlo del presidente Tesauri: «Nessuno ci ha aiutato». Il sogno muore con tanta rabbia

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REGGIO EMILIA

Finisce un’era: la Crovegli Volley rinuncia all’iscrizione al campionato di A2 femminile e chiude i battenti.
«Ci abbiamo provato fino all’ultimo, nessuna strada è stata lasciata intentata ma non ci sono le condizioni per continuare - conferma il presidente Oreste Tesauri che insieme alla famiglia ha guidato la società dopo l’improvvisa scomparsa del patron Walter Crovegli del 28 settembre scorso - è una sconfitta personale, certo, noi non siamo bravi a fare questo mestiere perché non è il nostro e ce ne assumiamo tutte le responsabilità, ma lasciatemi dire che è anche una grande sconfitta per la pallavolo e per tutta la città di Reggio». Il riferimento, non velato, è agli appelli andati a vuoto lanciati proprio da Tesauri: il primo l’8 aprile, proprio dopo il miracolo della salvezza, l’ultimo due settimane fa al grido di «Se non troviamo uno sponsor chiudiamo».

L'ULTIMA STAGIONE. La mente corre veloce a quel 7 settembre a Rivalta e all’entusiasmo che circondava la presentazione della nuova Crovegli con il patron Walter intento a distribuire rose rosse alle sue giocatrici: venti giorni dopo l’infarto che l’ha stroncato ha cambiato per sempre le sorti della squadra fatta a sua immagine e somiglianza: vivace, onesta e determinata. Nemmeno il tempo di pensarci e le figlie Morena e Monica sono salite su un treno già in corsa insieme a Tesauri e alla moglie Claudia che con fiumi di riunioni e telefonate hanno preso le redini di una stagione chiusa al decimo posto rifilando un 3-0 a Pavia nell’ultima gloriosa giornata al Pala di Rivalta. Già la cena di fine anno suonava come l’addio, ufficializzato solo ieri dopo l’ultima decisiva riunione.

L’EPILOGO. Se si obietta a Tesauri che al Crove dispiacerebbe veder svanire il suo sogno, la risposta è immediata e sofferta: «Dispiace moltissimo anche a noi, credeteci, ci abbiamo provato fino alla fine ma non è bastato. Giorno dopo giorno poi abbiamo scoperto imprevisti da finir di pagare, così per la prossima stagione siamo arrivati solo al 40% delle risorse ed è davvero troppo poco per continuare». Le valutazioni del caso sono state fatte tutte. «O almeno - si sfoga Tesauri - quelle che abbiamo ritenuto opportune, visto che né dall’amministrazione comunale né da altre istituzioni è arrivato il benchè minimo aiuto, per non parlare degli industriali reggiani che non ci hanno degnato di una risposta».

«Optare per una categoria inferiore, cercare accordi con procuratori, chiedere aiuto a nuovi sponsor, le valutazioni sono state fatte a 360° - aggiunge - c’era persino un progetto di collaborazione con una società di A1 ma è sfumato. Alla fine i no e i silenzi ci hanno scoraggiato: non è possibile fare sport così».