«Questa è una grande perdita per l’intera città»
Il coach Baraldi: «Mi tengo stretto l’orgoglio di aver portato la pallavolo reggiana al ritorno in A2»
REGGIO. Conclusa la sua quarta stagione in Crovegli, il coach Davide Baraldi in “quella” telefonata del presidente Tesauri ci ha sperato fino alla fine.
«Sapevo che era improbabile ma volevo crederci: l’affetto che mi lega a questo club è tale che non avrei potuto fare altrimenti» confida il tecnico.
«Il momento economico è difficile, certo, ma dispiace davvero che l’appello del presidente Tesauri sia andato a vuoto - dice - la chiusura della Crovegli Volley è una perdita per l’intera città».
Avrebbe voluto essere presente all’ultima riunione?
«Questa era una decisione che spettava alla dirigenza, è giusto così e so che hanno fatto tutto il possibile per cercare di portare avanti questo sogno. Visti gli sforzi realizzati per non retrocedere e in nome del presidente Walter, tutti avremmo preferito continuare, ma se non ci sono le condizioni è giusto essere sinceri».
Un campionato meno impegnativo dell’A2 avrebbe potuto essere la soluzione?
«Vedendo la positiva esperienza della Conad, che ha preso fiato per un anno facendo una B1 di vertice e lavorando bene sulle risorse, direi di sì ma ripeto, queste valutazioni spettano alla società. In ogni caso, sarei rimasto volentieri».
Prima stagione nel 2007 e poi gran ritorno nel 2011 per la promozione in A2: certe emozioni non si dimenticano facilmente...
«La notte di Falconara è un ricordo indelebile, come ogni attimo delle quattro stagioni passate in casa Crovegli: c’è uno staff storico stupendo e anche i giovani si sono inseriti molto bene. Mi tengo strette queste gioie e l’orgoglio di aver guidato il volley reggiano al ritorno in A2 concretizzando il sogno del patron».
Walter Crovegli era la colonna portante della società.
«Sì e la sua mancanza si è fatta sentire moltissimo. Per questo bisogna davvero dare merito alle figlie e alla dirigenza per essersi assunti l’incarico di portare a termine questa stagione al meglio: senza di lui non è stato facile».
Adesso lei che farà?
«Devo tener conto della famiglia, ma spostarmi fa parte del mio lavoro. Mi sono guardato intorno e c’è una proposta interessante in Turchia, come collaboratore di Guidetti al Vafibank: ora che il verdetto Crovegli è ufficiale valuterò cosa fare». (f.m.)
