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«Abbiamo fatto il possibile per aiutare la Crovegli»

«Abbiamo fatto il possibile per aiutare la Crovegli»

Del Bue: «Il Comune aveva proposto delle iniziative per finanziare l’attività ma concedere l’uso gratuito del palazzetto di Rivalta non era praticabile»

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REGGIO. Il "terremoto" Crovegli ha scosso le fondamenta dello sport locale e non soltanto. Certamente non è il primo club di livello a mollare, i costi sono alti per tutti e gli sponsor sono sempre meno disponibili, ma per una realtà come Reggio Emilia, con una radicata quanto tormentata tradizione pallavolistica, il colpo è senz’altro di quelli durissimi da incassare. L'ennesimo. Tanto più perché arriva dopo due anni di serie A2 meritata.

Già, perché anche se la improvvisa scomparsa dell'indimenticato patron Valter, il 28 settembre scorso, aveva ha compromesso l'inizio della stagione, complice il duplice arrivo di Soraia e Polak la Crovegli di Davide Baraldi ha saputo ritornare a vincere e ad emozionare il proprio pubblico; fino a chiudere in campionato al decimo posto, in salvo e con una giornata d'anticipo. Messaggi di vicinanza alla società giallorossa ne sono arrivati tanti, dai tifosi alle altre società sino alle giocatrici – una fra tutte la capitana Silvia Belfiore che su Facebook ha commentato "Oggi è un giorno triste" – ma l'affetto, invero grandissimo, non cambia la realtà dei fatti.

DAL COMUNE. Sarebbe potuta andare diversamente la vicenda della Crovegli?

L'abbiamo chiesto all'ex assessore allo sport Mauro Del Bue che in tutti questi mesi ha seguito la Crovegli sia per mandato amministrativo che per passione personale. Il presidente giallorosso Oreste Tesauri nei mesi scorsi lo aveva apostrofato più volte chiedendo un intervento delle istituzioni mai arrivato.

«E cosa avrebbe potuto fare di più il Comune di Reggio? – commenta Del Bue – Ci siamo confrontati con la famiglia Crovegli proponendo anche alcune iniziative per finanziare l'attività ma oltre un'istituzione non può andare. Per dare un vero aiuto economico avremmo dovuto concedere gratuitamente l'uso del palazzetto di Rivalta ma questo non è assolutamente possibile: avrebbe creato un pericoloso precedente e comunque non avrebbe salvato la situazione. Ciò che era in nostro potere fare, anche cercando di sensibilizzare altre realtà, purtroppo a vuoto, l'abbiamo fatto, ma la verità è che il momento è davvero duro per tutti. E credetemi che dispiace, dispiace moltissimo essere arrivati a questo epilogo, io stesso ho seguito di persona alcune partite e ho potuto vedere come la Crovegli fosse ben radicata sul territorio. Questo addio è una perdita per l'intera città».

L'INTITOLAZIONE. «Intitolare il palazzetto di Rivalta a Valter Crovegli? Si poteva fare prima e si può fare anche adesso – continua Del Bue – la famiglia non ce l'ha mai proposto direttamente ma è un'idea che può andare avanti. Come sapete non gestisco più io l'assessorato allo Sport che sono onorato abbia acquisito ancor maggiore importanza diventando una delega del sindaco stesso, ma se c'è la volontà di tutti non vedo perché non portare avanti l'idea».

La palla passa così al sindaco Luca Vecchi che per tutta la giornata di ieri – ahinoi e ahi Reggio – non ha avuto tempo per la sua delega allo sport e per affrontare la questione Crovegli. Lasciare un segno indelebile anche ai posteri di chi si è tanto prodigato per lo Sport reggiano sarebbe importante, oltre che economico. In attesa di risposte, ciò che resta da fare ai tifosi giallorossi è gustarsi video e fotogallery delle ultime due stagioni di A2 sul sito e sulla pagina Facebook della Crovegli».

Francesca Manini

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