Gazzetta di Reggio

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MARINA IOTTI

«Ora vi spiego perché la Fipav non ha potuto intervenire»

«Ora vi spiego perché la Fipav non ha potuto intervenire»

REGGIO. «Il commento sulla chiusura della Crovegli Volley non può che essere molto amaro, è una notizia sconfortante per lo sport reggiano e non solo». E' un dispiacere personale, «nel ricordo di...

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REGGIO. «Il commento sulla chiusura della Crovegli Volley non può che essere molto amaro, è una notizia sconfortante per lo sport reggiano e non solo». E' un dispiacere personale, «nel ricordo di Walter e delle grandi gioie che la sua società ha regalato a tutti i tifosi», e allo stesso tempo pubblico quello della presidente provinciale Fipav Marina Iotti, che guarda sconsolata alla volley in rosa di vertice della nostra città.

Il momento è critico.

«Già, per fortuna abbiamo ritrovato l'A2 maschile con la Conad, ma per il femminile è una debacle continua. Prima la Pallavolo Reggio, ora la Crovegli: abbiamo sperato fino all'ultimo che non fosse così. Con tenacia rimangono due società a fare la serie B2, il Gramsci e la neopromossa Arbor, risorse davvero preziose, ma guardando all'insù non c'è altro».

Consolano i vivai...

«Sono il nostro orgoglio, avere tante società che si occupano dei giovani è più che mai importante. Con la Crovegli però perdiamo la nostra vetrina di vertice: speriamo che chi affronta il campionato di serie B abbia la possibilità e le risorse per andare su di categoria».

La dirigenza della Crovegli ha denunciato la latitanza delle istituzioni: la Fipac cos'ha fatto?

«A livello locale ha potuto fare ben poco. Andare a chiedere aiuti alle aziende? Per noi è improponibile perché sarebbe un danno per le altre società e non possiamo fare preferenze. A livello nazionale si sarebbe potuto accettare di dilazionare il pagamento per l'iscrizione, sì, ma anche questo è improponibile e si sarebbe creato un pericoloso precedente».

Mani legate, dunque?

«Purtroppo in questo momento di crisi generalizzata, tante società sono in difficoltà e di aiuti concreti non se ne riescono a dare. Quando le aziende sono in crisi, la prima cosa che tagliano sono le sponsorizzazioni ed è davvero difficile fare sport così. Ciò non toglie il dispiacere di dover dire addio alla Crovegli, sia dal lato umano che come Fipav. Avere una società di A2 così seria sul territorio è stato e sarebbe ancora più che mai un pregio per l'intera provincia». (f.m.)