«Costruiremo una squadra per poter arrivare al top»
Dalla Salda: «Se fossimo arrivati in finale, non avremmo rifiutato l’Eurolega Aspettiamo risposte da Kaukenas e White e vogliamo una guardia fortissima»
REGGIO. L’Eurochallenge, il punto più alto. La serie con Siena un’emozione da ricordare «senza polemica alcuna sull’arbitraggio». La Coppa Italia «la conferma che noi guardiamo al futuro e che si può vincere anche con i giovani e anche senza due titolari come Brunner e Cinciarini».
Calato ufficialmente il sipario sulla stagione 2013/14, l’ad reggiano Alessandro Dalla Salda parte dal bilancio della stagione appena conclusa per disegnare i nuovi scenari.
«L’Eurochallenge - spiega - resta il fiore all’occhiello della nostra stagione. Una vittoria sia sportiva sia organizzativa».
Nella finale al palaDozza vi siete messi alla prova sia sul campo, sia a livello organizzativo...
«Infatti. E’ stata una grandissima esperienza che ha richiesto grandi energie ma che pure ci ha regalato un’enorme soddisfazione. Aver raggiunto un equilibrio fra costi e ricavi è stato un grande successo. Aver portato a Bologna oltre 8mila reggiani è stato bellissimo. In più aver visto il palaDozza pieno ci ha fatto capire cosa voglia dire avere un impianto...».
Riferimento non casuale, vero?
«Non nascondo che l’impianto ci sta soffocando. Il Bigi ha limiti evidenti. Giocare in un impianto di questo tipo, ci toglie la possibilità di adottare certe politiche e pure non dà ai nostri tifosi, ad esempio, il piacere di portare le famiglie a vedere le partite».
Il progetto per un restyling funzionale del vetusto Bigi è già pronto da mesi. La vecchia giunta fece orecchie da mercante, con la nuova ci sono già contatti?
«No. Nessun contatto. I conti non tornano e la Pallacanestro Reggiana non è nelle condizioni di rischiare così tanto investendo in questa ristrutturazione. Noi siamo sempre disposti a parlarne, anche se non si mettessero soldi sul piatto ma altre partite immobiliari. Purtroppo senza un palazzetto all’altezza saremo sempre sull’altalena...».
Vicendo l’Eurochallenge, vi siete guadagnati il diritto di disputare l’Eurocup. Dovrete fare qualche cambiamento al Bigi?
«Qualcosa andrà adeguato. Vedremo...».
Rimpianti per come si è concluso il campionato?
«Vedendo come sono andati i quarti fra Siena e Roma, il rammarico è anche cresciuto.La finale era alla nostra portata e ci avrebbe aperto le porte all’Eurolega».
Vuol dire che sareste stati pronti ad allestire un team d’Eurolega?
«Sì. Non ci saremmo tirati indietro. Poi, ovviamente, non potendo disporre di un palasport adeguato saremmo tornati a Bologna, al palaDozza, diventando di fatto la squadra dell’Emilia che è il nostro obiettivo».
La vostra uscita dai playoff è stata accompagnata da feroci polemiche sull’arbitraggio. Cosa ne pensa?
«Se vogliamo andare avanti, non possiamo fermarci a dare colpe agli arbitri che, come tutti, possono anche commettere errori. Certe polemiche, tipicamente italiane, non mi appartengono anche se altri in società o i alcuni tifosi la penseranno diversamente».
Il futuro?
«Vogliamo migliorarci ancora. Sappiamo quanto è difficile ma il nostro obiettivo è di posizionarci nelle prime quattro nel campionato italiano. Facendolo, ovviamente, a modo nostro: valorizzando i giovani. Vogliamo fare il grande step non snaturando la nostra personalità. Non solo quindi grandi nomi ma anche la piena valorizzazione del nostro settore giovanile che ci costa circa 400mila euro all’anno ed è giusto che resti una grandissima risorsa del club. In Eurochallenge hanno giocato tanto anche i nostri ragazzi e credo proprio che la grandezza della nostra impresa non sia tanto nel titolo conquistato ma nel modo in cui ce lo siamo conquistati: facendo giocare anche i nostri giovani».
Quali le prossime mosse sul mercato?
«Il primo livello è interno. A giorni discuteremo i prolungamenti dei contratti già in essere con Cinciarini, Silins e Cervi. Tutti andranno in scadenza alla fine del giugno del prossimo anno e crediamo che noi possiamo essere la soluzione giusta per loro. Per il nostro play parliamo del prolungamento di un altro anno, per Silins e Cervi per altri due anni».
Poi?
«Aspettiamo le risposte di Kaukenas e White. Kaukenas ci ha chiaramente detto che è intenzionato a restare a Reggio. Noi lo vorremmo nel ruolo che era di Slanina, quello di chioccia, in grado di far crescere i ragazzi. E’ però importante che sia sereno. Adesso la sua preoccupazione è risolvere la situazione con l’agenzia delle entrate. Ci sentiremo ancora nei prossimi giorni e vedremo quello che succederà. White ci ha fatto capire di puntare in alto, oltre a non aver mai preso una decisione prima di agosto. Non ci fosse lui, l’idea è di far giocare Silins da tre, in un’ottica di crescita».
Delusi dall’esito del Draft?
«Nessuno s’era fatto delle aspettative. Non abbiamo mai avuto paura di perdere Silins, perché una chiamata al secondo giro non avrebbe implicato la firma su un contratto. Se sarà lui il nostro tre titolare, andremo su un quattro/cinque straniero molto forte che possa andare ad affiancare Cervi».
Il reparto esterni?
«Non nascondiamo di voler una guardia fortissima. Il nome? Non ce n’è ancora uno in particolare e neppure una rosa ristretta. Il mercato, si sa, parte con la fine del campionato e ora le richieste economiche sono ancora altissime. Al momento il nostro staff sta valutando i nomi che vengono proposti dai procuratori».
In prima squadra entrerà in pianta stabile Federico Mussini e in più avrete Amedeo Della Valle. Che ruolo ritaglierete loro?
«Le rotazioni dovranno essere più ampie. Rischiare di più vuol dire ruotare di più. Il nostro salto di qualità passa anche da una rosa più coinvolta, in un’ottica meritocratica: chi merita va in campo, chi non merita non va».
Vedremo novità nel settore lunghi?
«Molto dipenderà dalla risposta di White. Perché se lui c sarà, Silins resterà il nostro quattro titolare. Rinnoviamo la piena fiducia a Riccardo Cervi, cercheremo un quattro/cinque che possa affiancarlo ma anche farlo rifiatare e poi ci sarà Giovanni Pini, ora impegnato con la nazionale sperimentale».
Novità per quanto riguarda il settore giovanile?
«Contiamo di proseguire il rapporto di collaborazione con Correggio per far giocare i nostri Under in serie C regionale. Dovrebbe arrivare anche un prospetto molto interessante, un due/tre nato nel 1998 originario della Lettonia. Un talento da sviluppare, cui era interessata anche Siviglia ma che con ogni probabilità sbarcherà invece a Reggio».
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