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«Lo scudetto, gioia immensa»

«Lo scudetto, gioia immensa»

Nicolò Melli ha festeggiato con la famiglia la conquista del titolo tricolore con Milano

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REGGIO. Uno scudetto storico e l’ultimo passo scolastico alle superiori. Farà fatica a dimenticarsi di venerdì 27 giugno la famiglia Melli. E soprattutto faranno fatica papà Leo e mamma Julie. Nella stessa giornata hanno visto a sera il figlio maggiore Nicolò vincere lo scudetto del basket con l’Olimpia Milano e il minore, Enrico, completare il percorso alle superiori, affrontando la terza prova dell’esame di maturità. Un “filotto” non da ridere. Dopo le emozioni e le sofferenze di venerdì sera al Forum, quando Milano solo nel finale ha battuto Siena mettendo il sigillo a una serie combattutissima, ieri la famiglia Melli al completo si è ritrovata a pranzo per festeggiare a dovere una data davvero speciale. Un pomeriggio inframezzato da decine di chiamate di congratulazioni per Nicolò, uno dei migliori in campo (11 punti e 13 rimbalzi) nella gara 7 che ha riportato lo scudetto all’Olimpia.

«Siena merita tutto il nostro rispetto, è una grande squadra e non ha mai mollato, ha messo in campo una combattività impressionante, anche in gara 7 non ha mai mollato sino all’ultimo» racconta Nicolò.

«Sono contentissimo, ho vissuto tutti gli ultimi anni di Milano, non ho mai mollato, ho sempre tenuto duro e adesso abbiamo ottenuto un risultato storico per la società e per tutti i tifosi» aggiunge.

Melli ha passato quattro anni con la maglia Olimpia, un periodo non sempre facile, a causa dei risultati altalenanti.

«Di questo sono contentissimo, io ho sempre tenuto duro, sono sempre andato avanti e adesso l’emozione è davvero incredibile, una gioia grandissima per tutti noi».

In questa stagione Nicolò ha ottenuto sempre più spazio e responsabilità, nonostante la concorrenza nel ruolo con Kangur e Wallace. Un affollamento che però ha creato coesione proprio coi rivali, con cui è nata una bella amicizia. Tanto che ieri a pranzo il più assiduo nei messaggi a Nicolò era proprio Wallace.

Di questa stagione, vi è da ricordare anche il rapporto con coach Banchi: «E’ sempre stato corretto, noi abbiamo una rosa molto ampia e ha cercato di dare spazio e di motivare tutti quanti».

Alla felicità del figlio, si aggiunge quella dei genitori e del fratello. Dopo tanti patimenti.

«Anche gara 7 è stata una sofferenza. Siamo andati in paradiso, poi all’inferno e di nuovo in paradiso, pensando all’andamento della gara - sorride papà Leo -. Siamo contentissimi per Nicolò, è stato bravo a non mollare mai e adesso è una grandissima emozione per tutti noi. Lui si è sacrificato, ha giocato con problemi fisici costanti, patendo oltretutto al ginocchio operato. E credo che abbia fatto una gran bella serie finale».

«E’ stanchissimo, come tutti i suoi compagni ed è inevitabile. Ci si scorda che Milano ha giocato quasi 90 partite, visto che è arrivata sino ai quarti di finale di Eurolega».

La vittoria ha sancito al meglio la giornata infinita: «al mattino Enrico ha fatto la terza prova d’esame, poi siamo partiti tutti, diciamo che abbiamo avuto una giornata impegnata».

Adriano Arati